Saipem, 1.400 dipendenti pronti a rientrare nella vecchia sede

SAN DONATO Dopo recente il trasferimento a Milano si cambia prospettiva, nel Quarto Palazzo uffici torneranno in pianta stabile i lavoratori che occuperanno la metà di uno dei due immobili

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Nel Quarto Palazzo uffici di San Donato torneranno in pianta stabile circa 1.400 dipendenti Saipem che occuperanno la metà di uno dei due immobili dove è sempre stata insediata l’azienda fino al suo trasferimento, avvenuto nel 2022, presso il nuovo quartier generale milanese collocato tra Rogoredo e Santa Giulia. Nei mesi scorsi era trapelata notizia che in fase temporanea sarebbero tornati nel Terzo Palazzo uffici circa 700 impiegati a seguito di un disguido nella disdetta del contratto di affitto al fondo Dea Capital che è proprietario di buona parte degli edifici di terziario presenti nella città caratterizzata proprio dai suoi palazzi di vetro. Ma a questo punto sembra ormai certo che si stia per riaccendere in via definitiva un’insegna del colosso che riprenderà così a riallacciare un legame con la propria storia.

Nei giorni scorsi i rappresentanti di Saipem nel corso di un confronto con l’amministrazione di Francesco Squeri hanno infatti reso noto che necessitano di maggiori spazi anche perché parte dei lavoratori sono attualmente impegnati in ormai datate sedi collocate lungo la Paullese. Questi saranno tutti accorpati a San Donato dove tornerà così a riempirsi il 50 per cento dell’immobile che si incontra lungo Viale De Gasperi.

Insomma, dopo la stagione che pareva segnata dalla fuga delle aziende, sembra proprio che nell’era dello smart working si apra una nuova pagina in cui il territorio sandonatese riconquisterà almeno una parte del suo popolo di impiegati che sembrava definitivamente persa. Se dunque entro la fine dell’anno un migliaio di dipendenti Snam si sposterà nel quartiere milanese della Fondazione Prada, nell’edificio che è ormai quasi pronto ad aprire le porte, in questi mesi estivi Saipem sta iniziando i preparativi per riportare una quota del proprio organico nella propria “casa” d’origine che avrà forse bisogno solo di qualche verifica agli impianti e di una ripulita per tornare pienamente operativa. Una soluzione, questa, che è già stata salutata con favore da numerosi dipendenti i quali, stando alle anticipazioni, nell’arco di qualche mese dovrebbero riprendere le vecchie abitudini. Continua così il valzer dei palazzi uffici su cui per il momento resta ancora aperto un grosso punto interrogativo riguardo l’inaugurazione del nuovo centro direzionale Eni, tenendo conto che non è ancora comunque scongiurato il rischio riguardante un esubero di poli di terziario. Questa la cornice nella quale è stato annunciato in Comune il ritorno di un importante numero di lavoratori Saipem.

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