Musulmani senza sepoltura, un uomo di Vizzolo attende da giorni un posto
APPELLO ALLA REGIONE L’assessore di Paullo Abdullah Badinjki lancia l’allarme sulla situazione: l’unico camposanto con una sezione per le persone di fede islamica è quello di San Donato che però è già saturo
Vizzolo
Morire in Lombardia e non sapere dove essere sepolti. Il tema è quello del diritto alla sepoltura per i cittadini di fede musulmana, che negli ultimi giorni dell’anno è tornato con forza ad essere centrale nel Sudmilano dopo 3 decessi. In un caso, la salma di un cittadino di San Giuliano è stata rimpatriata in Egitto solo grazie a una colletta organizzata dalla comunità islamica, non essendo stato possibile trovare un luogo dove seppellirla. In un secondo episodio, il defunto è stato accolto nel cimitero di San Donato soltanto perché è deceduto nell’ospedale cittadino. Una terza salma di un cittadino di fede musulmana residente a Vizzolo, dal 30 dicembre, resta in attesa di una destinazione. Storie diverse, stesso problema: l’assenza di spazi cimiteriali dedicati e di regole uniformi. A intervenire è Abdullah Badinjki, assessore del comune di Paullo, che parla senza giri di parole di una questione di civiltà. «È inaccettabile che nel 2026 la morte si trasformi in un problema logistico – afferma –. Il diritto alla sepoltura non può dipendere dal Comune in cui si muore o dalla casualità di un ricovero ospedaliero: serve un intervento del presidente di regione Lombardia, perché la materia sia disciplinata. Nel Sudmilano solo a San Donato ci sono spazi per altre fedi. Ma la normativa attualmente prevede la sepoltura solo nel comune dove si ha la residenza o dove avviene il decesso». Il nodo è noto da tempo. In molti comuni lombardi, come nel resto d’Italia, mancano aree destinate ai defunti di religione islamica. In assenza di un indirizzo nazionale, il problema viene scaricato sui municipi e, di fatto, sulle famiglie, costrette a percorsi lunghi, complessi e spesso economicamente insostenibili. Non a caso, sempre più persone con malattie terminali arrivano a interrogarsi non solo sulle cure, ma su dove trascorrere gli ultimi giorni per garantire una sepoltura dignitosa. «La Lombardia è la regione più popolosa e più avanzata del Paese: dovrebbe farsi promotrice di una soluzione chiara e uniforme», dice l’assessore. La presenza musulmana non è una minoranza invisibile: secondo Fondazione Ismu, in Lombardia vivono 368 mila musulmani, oltre un quarto del totale nazionale. «Parliamo di seconde e terze generazioni - conclude l’assessore -. Continuare a considerare il rimpatrio delle salme come soluzione ordinaria è semplicemente irreale. Oggi quello delle sepolture è un problema puramente amministrativo, che viene sistematicamente ignorato perché non è considerato utile sul piano elettorale». Il tema è sostenuto anche da una petizione pubblica, che ha raccolto poco meno di 15mila firme, dal titolo “Musulmani, la fatica di morire ed essere seppelliti in Italia”, a testimonianza di una domanda sociale sempre più ampia
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