Mistretta: «Una moschea collocata nell’area di via Marignano sarebbe un errore»

SAN DONATO L’assessore risponde alla vice sindaca di Milano Scavuzzo

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«Sulla riqualificazione della degradata zona di confine tra Rogoredo e il terminal della M3 di San Donato condivido pienamente lo spirito di collaborazione tra amministrazioni comunali proposta dalla vice sindaca di Milano Anna Scavuzzo in un’intervista che ha rilasciato a “Il Cittadino”, ma forse sarebbe opportuno che il Comune di Milano riveda la destinazione del Pgt che prevede nella zona di via Marignano l’insediamento di attrezzature religiose».

L’assessore Massimiliano Mistretta, a cui il sindaco Francesco Squeri ha appena affidato la delega all’urbanistica, guarda al futuro degli spazi che oggi sono terra di spaccio e di disperazione con grosse ripercussioni in termini di sicurezza anche per San Donato. Pertanto, annunciando che nell’arco di qualche giorno intende inviare una lettera alla Scavuzzo, per aprire una serie di ragionamenti dedicati alla parte di tessuto urbano ai margini della metropoli e della città dell’Eni, che è lacerata dal pesante traffico di stupefacenti e dalla grave situazione sociale che ne deriva, osserva: «Mi piacerebbe che, proprio in queste aree periferiche fortemente connotate da criticità legate alla sicurezza e al decoro, si riesca ad immaginare uno sviluppo di elevata qualità. Con l’insediamento di funzioni capaci di attrarre cittadini e quindi di garantire quel costante presidio civile che rappresenta l’unica vera alternativa ad una deriva di militarizzazione dell’area».

E in merito all’ipotesi di un luogo di culto, che in passato quando da Palazzo Marino era uscito un bando era stata scartata dalle stesse comunità religiose, l’assessore sandonatese fa notare: «Dal momento che l’unico potenziale interesse potrebbe riguardare la comunità islamica, ritengo sia sbagliato collocare una moschea in un’area già critica dal punto di vista sociale e della sicurezza, rischiando di associare ingiustamente i fedeli musulmani ad un contesto di precarietà e difficoltà». Infine conclude: «Da parte dell’amministrazione di San Donato c’è massima apertura al confronto, in quanto è interesse della collettività superare la frattura che spesso si crea a ridosso dei confini amministrativi. E questo anche per quanto riguarda la realizzazione della rotatoria San Martino».

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