L’ex Saronio fa ancora paura a 60 anni dalla chiusura, al via il monitoraggio dell’Arpa

MELEGNANO Per avere dettagli sull’inquinamento

Prima i controlli sulla falda sotterranea. Poi i terreni passati ai “raggi X”. A 60 anni dalla chiusura, la Saronio fa ancora paura. Palazzo Broletto accelera sugli interventi di messa in sicurezza. «A breve partirà l’abituale monitoraggio sulla falda sotterranea nella periferia ovest - dichiara il vicesindaco con delega all’ambiente Simone Passerini -. L’intervento è stato affidato ad Arpa. Compatibilmente con le risorse messe a disposizione dalla Regione, entro fine anno contiamo di partire con il piano di caratterizzazione». Secondo quanto chiarito dal 47enne Passerini, «l’obiettivo sarà quello di capire l’esatta evoluzione dell’inquinamento. Tutto questo in stretta sinergia con il vicino Comune di Cerro al Lambro e gli altri enti coinvolti». L’eterno caso è quello della chimica attiva sino al 1966 nella periferia ovest di Melegnano ai confini con la frazione cerrese di Riozzo. Tra le industrie più importanti per la produzione di coloranti, la Saronio impiegava però sostanze fortemente inquinanti. Tutto questo ha provocato la contaminazione della falda acquifera e degli stessi terreni. Tra le sostanze inquinanti rilevate in passato, era stata segnalata soprattutto la presenza di diclorobenzene e ammine aromatiche. La questione è tornata di stretta attualità non più tardi di qualche settimana fa. Secondo quanto fatto sapere dall’ex sindaco di Alleanza verdi sinistra Pietro Mezzi, «nell’incontro dei mesi scorsi in Regione sono emersi dati preoccupanti sull’inquinamento legato all’ex Saronio». Tutto questo ha riacceso i riflettori su una vicenda che si trascina senza soluzione da decenni. Alla presenza dei vari enti coinvolti, da diversi anni al Pirellone è attivo un apposito tavolo tecnico dedicato all’ex Saronio. Non a caso l’area tra Melegnano e Riozzo è stata inserita tra i siti di interesse regionale. Sempre negli anni scorsi la Regione aveva stanziato mezzo milione di euro per gli interventi preliminari alla bonifica, che non si prospetta per nulla semplice.

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