Il futuro di Spm sbarca in aula,
esplode la polemica politica
PAULLO La minoranza contesta il metodo con cui si è arrivati alla discussione
Stasera a Paullo si decide il futuro di Spm, società paullese multiservizi: in consiglio comunale arriveranno i conti e il cronoprogramma per la liquidazione dell’azienda speciale interamente partecipata dal Comune. Ed è proprio attorno a questo passaggio che le opposizioni contestano non solo il merito della vicenda, ma anche il metodo con cui si arriva alla discussione. Infatti, non c’è stata alcuna risposta alle istanze di incontri preliminari richieste dai consiglieri Giancarlo Broglia, Roberta Castelli, Simone Liberati e Massimo Gatti. Non solo: la seduta è convocata alle 19, un orario che a loro giudizio rende difficile la partecipazione di molti cittadini. A questo hanno aggiunto un’altra critica: la documentazione sarebbe stata recapitata ai consiglieri soltanto 6 giorni prima del consiglio, comprimendo i tempi di studio di una materia che lo stesso sindaco, Luigi Gianolli, in una nota del 26 febbraio richiamata nelle lettere dell’opposizione, aveva definito «complessa e destinata a richiedere tempi non brevi». Il punto, per le minoranze, è che la liquidazione di Spm e di Spm Sport non rappresenta un adempimento neutro. Nella lettera protocollata il 9 marzo i consiglieri avevano chiesto infatti di poter partecipare come uditori alle assemblee delle due società, sia per l’approvazione del bilancio 2025 sia per la successiva fase che dovrà determinare la messa in liquidazione, osservando che le decisioni dei prossimi mesi avranno un peso significativo sul futuro degli impianti sportivi e dei servizi offerti alla cittadinanza. Pochi giorni dopo, il 15 marzo, in un secondo sollecito avevano chiesto al sindaco di valutare un incontro con lo studio legale Galbiati, Sacchi, Lamandini e Associati, incaricato di assistere l’amministrazione nelle attività connesse alla procedura di liquidazione di Spm e nelle eventuali successive modalità di affidamento della gestione dell’impianto. Anche qui la motivazione è chiara: consentire ai consiglieri una comprensione più completa della vicenda e metterli in condizione di esercitare le proprie funzioni di indirizzo e controllo.
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