Il 20enne confessa di aver sparato: dice dov’è la pistola, ma l’arma non si trova
PAULLO Il giovane resta in carcere; la vittima è il padre di un 17enne con il quale aveva litigato
Lettura 1 min.Resta in carcere il ventenne marocchino accusato di aver sparato nella notte tra lunedì e martedì, in via Vigorelli, a Paullo. Mercoledì è stato ascoltato nell’interrogatorio di garanzia nella casa circondariale di Busto Arsizio e, secondo quanto riferito, ha ammesso di essere stato lui a esplodere il colpo contro il padre del 17enne con cui aveva litigato nelle ore precedenti. Un’ammissione che però non ha chiuso la vicenda: resta infatti da trovare la pistola, l’arma con la quale sarebbe stato commesso l’agguato: il giovane avrebbe anche indicato dove trovare la pistola, ma nel luogo indicato non c’era. La ricostruzione porta alla notte di sangue che ha fatto scattare l’allarme a Paullo. Il giovane, residente a Milano, sarebbe arrivato nel Sudmilano alla ricerca di un ragazzo marocchino di 17 anni. Lo stesso che aveva incontrato in zona Navigli e con cui aveva avuto una discussione. Una volta sul posto, ha preteso di parlare con il rivale. A quel punto, però, sarebbe sceso di casa il padre del minorenne e, durante il confronto, il ventenne avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco, colpendolo all’addome. Poi la fuga. E l’inizio delle indagini, affidate alla sezione operativa della compagnia dei carabinieri di San Donato.
Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti del giovane incrociando le immagini delle telecamere con le dichiarazioni raccolte dalle persone coinvolte e dalla parte lesa, riuscendo così a individuare il presunto autore. Il ventenne è stato quindi rintracciato e arrestato. Da allora si trova detenuto a Busto Arsizio, dove mercoledì si è svolto l’interrogatorio. Di fronte al giudice avrebbe ammesso le proprie responsabilità, ma la pistola continua a mancare all’appello. Gli investigatori avevano anche verificato un’indicazione fornita dal giovane sul luogo in cui sarebbe stata nascosta o abbandonata, ma la ricerca ha dato esito negativo. È dunque una vicenda ancora aperta. Da una parte c’è l’ammissione dell’indagato, dall’altra un’arma che non è stata recuperata e che potrebbe rappresentare un elemento decisivo per completare il quadro investigativo. Intanto la vittima di 37 anni è in ospedale al Niguarda, in condizioni stazionarie, ma ancora in prognosi riservata. L’arrestato resta in carcere, mentre proseguono gli accertamenti dei carabinieri per ricostruire con precisione ogni passaggio di quella notte e chiarire fino in fondo perché il confronto sia degenerato fino agli spari.
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