(Foto di Cerboni)
SAN DONATO Il trasferimento a marzo, si è aperta intanto la trattativa per i posteggi
Lettura 1 min.Nel mese di marzo il nuovo centro direzionale Eni aprirà i battenti ai primi 200 dipendenti che, dalla sede storica del Primo Palazzo, si trasferiranno nel quartier generale del futuro. La notizia, oltre ad essere stata comunicata in municipio dai rappresentanti del Cane a sei zampe, sul territorio ha ormai iniziato a circolare con insistenza. Anche perché l’ennesimo slittamento dell’entrata in funzione del nuovo complesso da oltre 4 mila postazioni di lavoro, che era prevista nel gennaio scorso, ha acceso una serie di nuovi interrogativi tra la collettività. Cittadini che, giorno dopo giorno, stanno continuando a osservare i cancelli chiusi e le luci spente negli uffici dell’avveniristico immobile i cui cantieri sono stati ultimati ormai da un paio d’anni.
Adesso la partita principale riguarda la trattativa che si è aperta tra il Comune ed Eni per la concessione dei due parcheggi sotterranei da 20 milioni di euro per un totale di 800 stalli che, come ha previsto la concessione urbanistica sottoscritta in passato, l’operatore ha ceduto all’ente stesso. Risale all’anno scorso il tentativo dell’amministrazione di darli in gestione al canone annuo di 850 mila euro per 5 anni. Ma la procedura è andata deserta. A questo punto il confronto con Eni deve vertere sullo stesso importo dell’iter che nel 2025 ha dato esito negativo a seguito del fatto che all’interno dell’edificio le scrivanie erano ancora tutte vuote. E pertanto i posti auto non servivano a nessuno. Ma dopo una serie di difficoltosi passaggi, sembra che ormai siano state completate anche le finiture interne e che siano in corso gli ultimi preparativi per quello che sarà un trasloco scaglionato. Che nell’insieme dovrebbe coinvolgere il personale del colosso petrolifero attualmente impegnato nel Primo e nel Secondo Palazzo di vetro. Pare che non ci sarà una vera e propria inaugurazione ufficiale, bensì da un giorno all’altro una prima tranche di dipendenti entrerà a timbrare il cartellino nel nuovo indirizzo collocato peraltro nelle immediate vicinanze alle altre sedi aziendali. A quel punto il puzzle di moderne geometrie, che sono entrate a fare parte del tessuto urbano di San Donato, sarà completato con il suo tassello principale, di cui la città ha sentito la mancanza. Che è il viavai degli impiegati Eni.
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