Fra Tavazzano e San Zenone il “pellegrinaggio” dei tossicomani
SUI BINARI Anche la polizia locale impegnata: «Non sia un’altra Rogoredo»
Milano Rogoredo, San Donato Milanese ma non solo. Perché se a livello nazionale quando si parla di spaccio di stupefacenti a ridosso della linea ferroviaria si pensa sempre al boschetto della droga al confine tra Milano e la città sudmilanese, ma non va dimenticato come il campo vada ulteriormente allargato. Perché ancor prima di San Donato e Milano Rogoredo provenendo da Lodi ci sono numerosi altri territori dove, non lontano dai binari, si vedono persone alla ricerca di una dose, alla ricerca dello sballo correndo il rischio di venire investiti. E da questo fenomeno non è esente anche l’asse Tavazzano-Sordio, o meglio San Zenone al Lambro visto che la stazione ferroviaria, nonostante si trovi di fronte al centro abitato di Sordio sia ancora nei confini del piccolo comune del Sud Milano. Anche qui infatti di mattina, di pomeriggio e di sera mentre si passa in treno non è inusuale non notare persone che camminano lungo i binari o si trovano non così lontano dagli stessi.
Il motivo è lo stesso che ha reso noto il boschetto alle porte di Milano, la ricerca di stupefacenti. Limitandoci al territorio di Tavazzano, che la linea ferroviaria fosse un crocevia importante per lo spaccio non è una novità: già in passato infatti sono state condotte operazioni di polizia, come non è inusuale vedere uomini e donne imboccare il sedime ferroviario o ritornare verso via Lodi Vecchio dove la compravendita di stupefacenti è già stata oggetto di approfondimenti investigativi. Un fenomeno noto e sul quale anche il Comune non è inerme come spiega il sindaco Giuseppe Russo. «La sicurezza dei cittadini e il presidio del territorio sono per noi una priorità fondamentale – commenta -. Siamo impegnati, sotto la regia della Prefettura di Lodi e di Regione Lombardia, nel percorso che porterà alla sottoscrizione del rinnovato protocollo di sicurezza per le stazioni ferroviarie, per rinforzare la prevenzione e il controllo del territorio». Oltre agli atti istituzionali, il Comune lavora di concerto con le autorità militari come illustrato in concluso da Russo. «Carabinieri e la polizia locale sono già impegnati in pattugliamenti su stazione e aree limitrofe, con particolare attenzione agli orari più sensibili».
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