Abitava a Carpiano Carmelo Cinturrino, il poliziotto arrestato per l’omicidio di uno spacciatore
Rogoredo «Qui non dava confidenza a nessuno»
La casa parla prima delle persone. Parla con due maioliche affisse sulla facciata. La prima suona come una presentazione: “Casa Cintu”. E poi, in siciliano, la seconda recita una frase che oggi può essere riletta come un ammonimento: “Chi vuole il male di questa casa, deve morire prima di entrarci”. È a Carpiano che la traiettoria privata di Carmelo Cinturrino incrocia la geografia piatta della periferia a sud di Milano. Una villetta a due piani, intonaco giallo, tapparelle abbassate. Intorno, il silenzio.
Una manciata di abitazioni nel territorio di Carpiano, poche ville affacciate su una strada stretta a senso unico. Lui è il poliziotto fermato dalla Procura di Milano per l’omicidio volontario di uno spacciatore a Rogoredo, un episodio che diversi indizi sembrano indicare come una tragica messinscena, quantomeno dopo il colpo mortale alla tempia del nordafricano.
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