La morte di Franco Baresi, il cordoglio
del territorio per l’addio al “Capitano”

CALCIO IN LUTTO Tanti i legami di Lodigiano e Sudmilano con il campione dei rossoneri

Lettura 2 min.

L’aria antica di chi, invece, sul campo era il più moderno di tutti. Tanto carismatico sul rettangolo verde quanto semplice e alla mano fuori. Franco Baresi, scomparso ieri all’età di 66 anni dopo una lunga malattia, ha lasciato un segno profondo anche nel nostro territorio: non solo tra i tanti tifosi del Milan e della Nazionale che ne hanno ammirato e venerato le gesta sportive, ma anche tra quanti hanno avuto la fortuna di scambiare semplicemente due chiacchiere con lui.

Con i lodigiani Gianpiero Marini e Riccardo Ferri, il “Piscinin” (uno dei soprannomi di Baresi insieme a “Kaiser Franz”) condivise memorabili avventure calcistiche in Nazionale: con il primo vinse il Mundial del 1982, con il secondo fece coppia difensiva durante le “Notti magiche” di Italia ’90, mentre con il mulazzanese Giovanni Stroppa visse l’epoca d’oro degli “Invincibili” del Milan. Altri tempi, quando i calciatori non erano divi e i grandi club accettavano volentieri anche di esibirsi in provincia durante le amichevoli infrasettimanali.

Tifosi e giocatori della vecchia Melegnanese ricordano bene la sfida del 1° aprile 1988. La squadra di Arrigo Sacchi, in piena lotta scudetto con il Napoli, venne a giocare in riva al Lambro guidata naturalmente dal suo inossidabile capitano. Lo stesso accadde un anno dopo, il 1° giugno 1989: i rossoneri, reduci dalla straripante vittoria nella finale di Coppa dei Campioni contro la Steaua Bucarest, scesero in campo allo stadio “Chiesa” contro il Sant’Angelo per celebrare la promozione dei barasini in Interregionale.

Il numero 6 rossonero, naturalmente, in entrambi i casi fu tra i giocatori più acclamati. Baresi ha continuato a rappresentare un’icona per tutti gli appassionati di calcio anche in tempi più recenti. Come quando, nel 2010, tredici anni dopo il ritiro, si presentò con la Fondazione Milan sul campo di San Rocco al Porto per un quadrangolare organizzato per raccogliere fondi a favore delle persone colpite dal terribile terremoto in Abruzzo. Tante altre volte, in abiti civili, l’ex difensore nato a Travagliato ha visitato il territorio. In rappresentanza della Fondazione Milan, nel 2009 tenne un’applaudita lezione agli studenti della Fondazione Canossa di Lodi, ricordando i valori dello studio e dell’educazione. Nel 2016 fu ospite al Centro sportivo Metanopoli di San Donato Milanese in qualità di testimonial del Milan City Camp, l’anno dopo accettò l’invito del Fissiraga per celebrare il sodalizio tra la società di Pieve e il Milan.

Come “campione di solidarietà” lo ricordano anche alla scuola d’arte Bergognone, l’istituzione cittadina fondata da Angelo Frosio: nell’ottobre del 2023 il Capitano regalò attimi di pura gioia agli utenti che frequentano i corsi.

«Era una persona molto semplice, niente a che vedere con il divismo dei calciatori di oggi – racconta Frosio –. Restò con noi tutta la mattinata, parlammo di arte e formaggi. In segreteria conserviamo ancora la sua maglia con il leggendario numero 6». Poche settimane prima, il 26 settembre, Baresi aveva partecipato al funerale dell’amico Giovanni Lodetti, ex gloria del Milan, celebrato a Caselle Lurani. Il “Giuanìn” e il “Piscinin”: oggi ci piace pensarli ancora insieme, in un angolo di cielo dedicato alle leggende del calcio, ma soprattutto alle persone perbene.

© RIPRODUZIONE RISERVATA