I nodi legali e il futuro del “Guerriero”
nella corsa per aggiudicarsi la Dossenina
CALCIO Tra gli interessati all’avviso pubblico e che potrebbero “candidarsi” anche l’associazione Calciolandia e Italent Fitness Ssd
Lettura 1 min.La pubblicazione del bando per la concessione degli impianti sportivi comunali ha immediatamente acceso voci e indiscrezioni. Al centro della scena c’è inevitabilmente la “Dossenina”, struttura che si intreccia in maniera diretta anche con il futuro del Fanfulla. Perché chi si aggiudicherà lo stadio di viale Pavia finirà molto probabilmente per avere un peso determinante pure sulle sorti del club bianconero. La situazione, però, resta estremamente intricata. Tanto che il Comune, come spiegato dall’assessore allo sport Francesco Milanesi, ha deciso di limitare a sole due stagioni l’affidamento dell’impianto. Una scelta maturata proprio a causa dell’incertezza che continua a ruotare attorno al Guerriero. Dopo il confronto di giovedì tra i legali dell’area Barbati e quelli della famiglia Tufo, nella giornata di ieri non sono emerse novità: qualcosa potrebbe muoversi all’inizio della prossima settimana, forse già lunedì. La vicenda è nota. Gli avvocati vicini a Barbati ritengono chiarissima la sentenza della Corte d’Appello di Milano del 24 aprile scorso, con la restituzione dei pieni poteri all’imprenditore di Cavenago. Sul fronte opposto, invece, resta la convinzione che il provvedimento possa essere interpretato diversamente e che siano necessari ulteriori approfondimenti giuridici. In questo scenario, capire chi parteciperà concretamente al bando diventa complicato. Entrambe le parti hanno infatti bisogno della “Dossenina” e del campo “Sala” per proseguire l’attività sportiva. Per ora, però, nessuno scopre le carte. Non è da escludere che possano nascere collaborazioni tra società sportive, magari in attesa che la battaglia legale arrivi alla fine. Allo stesso tempo, alcune associazioni potrebbero decidere di correre autonomamente. Tra i nomi circolati c’è anche quello di Calciolandia: «Ci dobbiamo trovare e capire», fa sapere il responsabile dell’associazione Andrea Ciceri.
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