Dossenina, per il Fanfulla è separazione dopo un secolo

CALCIO Lo stadio di viale Pavia è già chiuso e il Guerriero dovrebbe lasciare l’impianto

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Nessuno parla. Enzo Tufo continua a trincerarsi nel suo silenzio, nonostante le continue richieste di spiegazioni, puntualmente cadute nel vuoto. Il Fanfulla, al momento, è una società fantasma. Dove giocherà – sempre ammesso che riuscirà a iscriversi al campionato – la prossima stagione? «Boh» è la risposta più gettonata. Non potrebbe essere altrimenti, perché finora circolano soltanto voci tutte da verificare. Quel che appare ormai quasi certo è che il Guerriero non calcherà più il campo della “Dossenina”, lo stadio che dal lontano 3 ottobre 1920 accompagna la storia del club bianconero. La mancata partecipazione al bando potrebbe suonare – il condizionale è d’obbligo, giusto per lasciare spazio a una flebile speranza – come la fine di un legame lungo oltre un secolo. Il presidente Alessandro Tufo, lo scorso 2 giugno, aveva annunciato via social che il club avrebbe preso parte all’avviso pubblico per la gestione dell’impianto. Un annuncio poi smentito durante la conferenza stampa organizzata venerdì dal sindaco Andrea Furegato e dall’assessore allo sport Francesco Milanesi. I dubbi sulla mancata partecipazione restano. Era tutto già pianificato? La società aveva deciso da tempo di lasciare Lodi? Probabilmente sì, almeno a giudicare dai segnali delle ultime settimane. I sospetti si fanno sempre più concreti. A questo si aggiunge un altro elemento: dopo la “famosa” conferenza stampa, a Palazzo Broletto non è arrivata alcuna richiesta di chiarimento, nemmeno una telefonata. Lunedì, inoltre, qualcuno avrebbe avvistato Enzo Tufo alla “Dossenina” mentre ritirava materiale dai magazzini, probabilmente in vista di un trasferimento. Dove? Non è dato saperlo. C’è chi ritiene che San Donato possa essere la destinazione più plausibile, ma anche su questo fronte non arrivano conferme. In ogni caso, in vista dell’iscrizione al campionato (la scadenza è fissata per il 17 luglio) il Fanfulla dovrà indicare anche il campo sul quale disputerà le partite interne. Che, salvo clamorosi quanto improbabili dietrofront, non sarà più la “Dossenina”. Anche perché la società dovrebbe prima sanare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune e presentare bilanci approvati. Formalmente, al momento, il campo di viale Pavia è ancora sotto la gestione dei bianconeri perché, per ragioni tecniche, la procedura successiva al bando andato deserto non si è ancora conclusa. Di fatto, però, lo stadio è chiuso.

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