Caso Fanfulla, la ricetta di Milanesi per salvare il Guerriero: «Serve un progetto serio»

LODI L’assessore in un lungo post sui social non nasconde la delusione: «Ho avuto interlocuzioni con Luigi Barbati, Andrea Ciceri, Umberto Rossetti, Alan Piacentini e Andrea Luce, tutti animati da uno spirito positivo, ma ad oggi nessuno ha presentato progetti compatibili con i tempi amministrativi o concretizzati formalmente»

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L’assessore allo sport Francesco Milanesi entra a gamba tesa sul “caso Fanfulla”. Dopo settimane di voci sul futuro del club bianconero, Milanesi cerca di fare chiarezza attraverso un lungo post pubblicato questa mattina sui social: “Bisogna aiutare il Guerriero e l’aiuto deve partire dalla Comunità. Nell’ultimo anno, come amministrazione comunale, abbiamo incontrato diverse persone intenzionate a rilevare e/o a rilanciare il Fanfulla. Siamo sempre partiti dal presupposto che il Comune non può intervenire direttamente sulla gestione di una società che resta, a tutti gli effetti, privata. L’obiettivo da condividere per tutta la comunità è quello di veder realizzata una società seria, che abbia una programmazione e che capisca la città. Una società con cui auspichiamo di poter interloquire serenamente su una base di reciproco rispetto verso Lodi, verso i giovani e verso lo sport fatto sul e per il territorio. Auspichiamo una dirigenza che promuova una sana mentalità sportiva, che abbia con sé un progetto educativo e gestionale, insieme a una visione di lungo respiro, come già accade con la maggior parte delle società calcistiche, e non”. Milanesi passa poi in rassegna tutti i soggetti con cui ha avuto un dialogo, finora senza effetti concreti: “In qualità di assessore allo Sport ho avuto interlocuzioni con Luigi Barbati, Andrea Ciceri, Umberto Rossetti, Alan Piacentini e Andrea Luce, tutti animati da uno spirito positivo, ma ad oggi, nessuno ha presentato progetti compatibili con i tempi amministrativi o concretizzati formalmente. E me ne rammarico. Riguardo Barbati, sono anche sorpreso. Il mio intento è stato soprattutto quello di favorire il dialogo e l’unione delle forze con una progettualità condivisa nel rispetto di quanto l’amministrazione comunale ha prodotto e vuole ottenere”. C’è poi la questione bando per la gestione della “Dossenina”, aperto fino al 30 giugno: “Ci tengo a precisare che il bando pubblico sarà valutato da una Commissione tecnica, come previsto dalla normativa e in base ai criteri stabiliti. La politica non ha mai potuto, né potrebbe, influire sull’assegnazione delle strutture sportive: la legge è chiara e non lascia spazio a discrezionalità politiche e proprio a causa di questa mancanza di una visione a lungo termine, abbiamo ritenuto opportuno limitare la concessione del bando a soli due anni. Non vogliamo rischiare di affidare gli impianti sportivi per un lungo periodo a chi, purtroppo, non dimostra di avere una progettualità sportiva e una solida gestione societaria. Inoltre, c’è chi ha le carte per poter rompere gli indugi e dare un deciso cambio di passo al Fanfulla ma ad oggi non lo ha fatto. È arrivato il momento che lo faccia! Con una progettualità seria, avrà pieno sostegno dell’amministrazione. Altrimenti si rischia di prendere in giro un’intera comunità”.

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