CALCIO Union Lodi, la multinazionale dell’integrazione: applausi anche da Marini
CSI E NON SOLO La squadra nata quasi per gioco nel 2023 e composta da italiani insieme a egiziani, marocchini, peruviani, maliani, ecuadoregni, ivoriani, giapponesi ha ricevuto anche la visita del campione del mondo
Non è una semplice squadra: è una piccola comunità, un ritrovo per giovani e meno giovani, un porto sicuro per chi vuole semplicemente giocare a calcio e, al tempo stesso, diffondere valori quali integrazione, uguaglianza, solidarietà. Giovedì scorso, al campo della Faustina, si è presentato anche Gianpiero Marini: l’ex bandiera dell’Inter, campione del mondo nel 1982 con la maglia azzurra dell’Italia, ha voluto osservare da vicino la realtà dell’Union Lodi, la “multinazionale” del pallone nata quasi per gioco. La squadra milita nel campionato Csi Lodi-Crema e raccoglie giocatori di diverse nazionalità: a difendere i colori giallo-rosso-verdi ci sono ragazzi italiani insieme a egiziani, marocchini, peruviani, maliani, ecuadoregni, ivoriani, giapponesi.
Il gruppo, composto da circa 25 elementi dai 17 ai 60 anni, si ritrova ogni giovedì al campo “libero” della Faustina (di proprietà del Comune e gestito dal Fanfulla che ha concesso l’utilizzo) per gli allenamenti, mentre le partite casalinghe vengono disputate il lunedì sera sul terreno dell’oratorio di Corte Palasio.
«Tutto è nato per caso, nel 2022: insieme ad alcuni amici volevamo organizzare una partita di calcio a 11 nel campo della Faustina – racconta il presidente Jacopo Conti, anche calciatore nel ruolo di portiere, uno dei cardini del club insieme al mister Gianmario Carmine -. È venuta fuori una bella giornata, chiusa con una cena tutti insieme. Da lì abbiamo iniziato a pensare di fondare una squadra vera e propria. Così, il 12 gennaio 2023, a Milano, in una serata freddissima, abbiamo giocato la prima amichevole contro la Lokomotiv Ortomercato, una squadra milanese di calcio popolare. Abbiamo comprato le magliette, azzurre, svendute da una società fallita. La cosa ci è piaciuta: siamo entrati nel circuito del calcio popolare, un ambito in cui le squadre hanno anche altri obiettivi oltre a quelli strettamente sportivi: c’è chi fa politica attivamente, chi si occupa di integrazione... Il nostro obiettivo era ed è quello di creare un gruppo, una piccola comunità, in campo e fuori. E ci siamo riusciti: dopo ogni partita organizziamo sempre il “terzo tempo” in stile rugbistico per chiacchierare e bere qualcosa insieme ai nostri avversari di giornata. Partecipiamo ai tornei di calcio popolare, ci ritroviamo per mangiare insieme... E quando possiamo diamo una mano in attività solidali: un gruppo di ragazzi è andato in Emilia per aiutare le popolazioni colpite dall’alluvione».
Dalla scorsa stagione, l’Union Lodi ha deciso di fare il grande salto iscrivendosi al campionato Csi, con tanto di nuova divisa giallo-rosso-verde: i risultati a livello sportivo finora non sono entusiasmanti («Attualmente siamo penultimi, nella prima annata abbiamo conquistato un solo pareggio e abbiamo festeggiato come se avessimo vinto la Champions League»), ma poco importa. «La cosa che ci interessa di più è vedere la crescita di alcuni ragazzi: alcuni sono venuti a giocare appena arrivati nel nostro Paese – continua Conti -. Non sapevano una parola di italiano, erano un po’ smarriti: oggi parlano benissimo, hanno trovato lavoro e si sono integrati».
Anche Marini ha elogiato il progetto: «Non ha parlato di questioni strettamente calcistiche: ha sottolineato l’importanza del gruppo, dell’amicizia tra i componenti della squadra, dell’aiuto reciproco. Il suo pensiero rispecchia fedelmente la filosofia dell’Union».
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