Beppe Giavardi chiama Lodi: «È ora di tirare fuori lo spirito Guerriero»

CALCIO L’amarezza del dirigente dell’Inter e di altri ex bianconeri per la retrocessione del Fanfulla

Beppe Giavardi parla con un filo di voce, il tono è sommesso. Avrebbe ben altro a cui pensare - da anni è il “guru” del settore giovanile dell’Inter - eppure la retrocessione del Fanfulla in Promozione continua a bussare, ostinata. «L’altro giorno ero in macchina e non mi davo pace. Non riesco ancora a credere a quanto è successo - racconta, lui che del Fanfulla è stato anche giocatore e dirigente -. Vivo una sensazione di grande amarezza. La speranza c’è sempre stata, ma ridotta al lumicino. Il risultato finale è la conseguenza di diversi fattori. Ci sono tante cose da fare: rifondare il cuore del settore giovanile, creare una cultura calcistica a livello dirigenziale, che è quello che è mancato in questa società. Ripartire non è semplice: servono persone con volontà, voglia, passione e amore per questa società storica. Il Guerriero è famoso per il suo spirito, ma tutto ciò è mancato in questi anni: troppe situazioni brutte da sentire e da vivere. Spero nel coraggio e nella buona volontà dei lodigiani: non bisogna solo sperare in tempi migliori, bisogna costruire, rimboccarsi le maniche».

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