Basket - La riscossa della Robur et Fides:
si va alla “bella” con l’Arlunese
San Martino in Strada Nella Divisione regionale 1 domenica la gara -3 delle semifinali
Lettura 1 min.Con l’intensità della difesa, decisiva per bloccare le punte di diamante degli avversari, e l’efficace fluire degli schemi offensivi, la squadra di Giovanni Sabbia e Davide Benelli firma la vittoria di gara2 di semifinale playoff rimandando il verdetto della sfida con l’Arlunese alla “bella” “on the road” di domenica. La Robur et Fides inietta convinzione e voglia in ogni giocata anche per sopperire all’assenza di Boccalini, infortunato in gara1, e alle scavigliate in corso di gioco di Bertola e Galli che hanno ulteriormente ridotto le rotazioni roburine.
Gli ospiti si dimostrano gruppo tosto e determinato (8-8 al 6’) con i meccanismi di gioco fenati dall’intensità messa in campo dai lodigiani stimolati dalle mosse di Kuot in area e di Tasso dall’arco (18-11 al 9’) abbinate nel secondo quarto alle incisive penetrazioni di Sarmiento e Andena, micidiale nelle triple, (37-25 al 7’) permettono la presa dell’inerzia della serata. La squadra di coach Garegnani trova sbocchi efficaci con il solo Maestroni, abile a destreggiarsi all’ombra del canestro. Il break di 6-2 nei primi 2’ dopo l’intervallo lungo lancia la Robur et Fides al massimo vantaggio (45-27) ma non alla definitiva chiusura della contesa perché il passaggio a zona dell’Arlunese blocca l’azione dei lodigiani. Gli ospiti reagiscono con un parziale di 1-13 in 4’ riaprendo pericolosamente il discorso: 46-40 al 6’. La grinta di Sarmiento sblocca la Robur et Fides che allunga nuovamente il divario alla terza sirena per poi dare un nuovo scrollone alla contesa nei primi 2’ dell’ultimo spicchio di serata: 60-45. I tentativi di rimonta dell’Arlunese svaniscono sotto la forte pressione dei roburini (63-49 al 5’) decisi nell’arpionare la vittoria certificata dai liberi di Andena, dalla tripla di Labbadini e dalla schiacciata di Kuot (71-58) che a 1’ dalla sirena fanno calare definitivamente il sipario sulla gara sotto l’applauso scrosciante del pubblico lodigiano.
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