Amatori “on air”, un’intervista
con i giornalisti del Mosaico Servizi

HOCKEY SU PISTA Il presidente Blanchetti, Antonioni e Compagno si sono sottoposti alle domande dei blogger

Lo sport che abbatte tutte le barriere, oltre limiti e diversità. Ieri pomeriggio i campioni dell’Amatori hanno dato una bella dimostrazione di solidarietà, partecipando a una vera e propria conferenza stampa organizzata tra le mura del Caffè Archinti di Lodi a cura degli aspiranti giornalisti de Il Mosaico Servizi.

Un evento promosso dal titolare del locale Fabio Rossi che al PalaCastellotti gestisce il bar. Per l’occasione schierati in “sala stampa” davanti ai microfoni c’erano Omar Castellotti, quarantasette anni, Manuele Rossi di ventiquattro e Giulia Garbelli ventisei, per intervistare il presidente dell’Amatori Wasken Gianni Blanchetti e i giocatori Morgan Antonioni (capitano della squadra) e Francesco Compagno. «Io faccio parte dell’Associazione lodigiana inclusione sociale, che si occupa di trattare il tema della disabilità sotto vari aspetti - ha esordito il blogger Omar -: volevo sapere, qual è la situazione per quanto riguarda l’accessibilità al palazzetto per i tifosi con disabilità e cosa si potrebbe fare eventualmente per migliorarla?».

La risposta del presidente Blanchetti ha evidenziato l’attenzione della società sportiva, nel garantire l’accesso a misura di tutti: «Abbiamo diversi tifosi in carrozzina che vengono regolarmente alle partite - ha detto -: gli interventi dello scorso anno hanno predisposto una postazione dietro alla porta, con una pedana per poter assistere alla partita, seguendola al di sopra dei plexiglass che proteggono la tribuna». E poi, da Giulia è arrivata la fatidica domanda: «Quest’anno vinceremo il campionato?», ha chiesto al presidente. «Ci impegneremo sicuramente per arrivare con la carica giusta ad affrontare i play off. Certamente sarebbe bello riportare lo scudetto a Lodi». E sarebbe una grande festa per Lodi, come quella che ha abbracciato l’intera città per la vittoria della stagione 2017-2018. «E poi c’è la tifoseria della curva che durante le partite tiene alto il morale dei giocatori in campo e dove mi sono divertita un mondo - ha detto Giulia -: quanto è importante per voi il loro tifo?». Alla domanda hanno risposto i due giocatori: «Durante la pandemia giocavamo senza spettatori e sembrava tutto un altro sport: sembrava di giocare in allenamento. Nel bene e nel male, la curva ci sprona a dare il meglio».

Tante le domande che si sono susseguite, riempiendo il pomeriggio al bar di corso Archinti di emozioni, passione e umanità, insegnando ai presenti che, in campo così come nella vita di tutti i giorni, a fare la differenza non sono le vittorie, ma le persone e i valori che uniscono la squadra. All’evento era presente anche Alessandro Ferrari della polizia provinciale che, come volontario, si occupa della gestione della sicurezza al palazzetto dello sport. E poi, in tempo per selfie, autografi e un aperitivo offerto dal locale, sono arrivati anche Marco Vicenzino, Stefano Zanchi e Samuel Failli di Avalon 4.0 e Roberto Ardemagni con Federico Gallotta della Comunità Campo di Marte.

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