Vita da rider a Lodi, sotto il sole e uno stipendio da fame
IL RACCONTO «Nel 2022 si arrivava anche a 2400 euro al mese, ora, invece, si fanno 50-60 euro al giorno»
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La base è ai Giardini Barbarossa, sul lato Questura, tutt’intorno alla giostrina per bambini. Ci arriviamo intorno alle 11, quando il via vai delle consegne dei pranzi non è ancora iniziato. E c’è il tempo per il racconto di vite on the road, che sfrecciano per la città pedalando o a borgo di cargo bike e monopattini, sotto il sole di luglio inoltrato, lottando con il termometro che tocca sempre nuovi record bollenti. Nell’estate delle anomalie climatiche e dei blackout, c’è anche chi il caldo lo affronta per strada, sul cemento, di media per 9 ore al giorno, ma capita anche 12, spesso 7 giorni su 7.
Un’ora e mezza con i rider al lavoro, di domenica, in pieno luglio, tra volti e lingue che vengono da lontano e Chat Gpt che traduce in lingua urdu. Da qui arrivano le storie che si celano dietro al pranzo del fine settimana consegnato ai lodigiani rimasti in città. Mohamed Ashtham - come ci mostra sulla Cie che tira fuori dal portafoglio - , classe 1991, in Pakistan lavorava in banca, allo sportello. «Faccio questo lavoro da 4 anni, tutti i giorni, circa 9 ore al giorno, 7 su 7, ma posso lavorare tutte le ore che voglio, non ci sono limiti - dice con un sorriso timido - : il sabato e la domenica si lavora di più e lasciano mance». Si lavora con partita Iva, in regime forfettario, ogni consegna ha un compenso che compare sulla app. Come ci spiegano, è l’algoritmo della piattaforma che smista gli incarichi tra i rider attivi.
«C’è un commercialista che ci segue - spiega ancora - : ieri tutto il giorno ho fatto 40 euro. Alla fine del mese, si fa uno stipendio. Nel 2024 e 2025 però si lavorava di più». Tra chi ha appena iniziato c’è un altro Mohamed Tufail, 23 anni, sempre in arrivo dal Pakistan. «Ero uno studente di, come si dice, anestesia?». «Medicina?». «Sì, sì: medicina per fare l’anestesista, ma dopo due anni ho lasciato». Fa questo da 5 mesi, da un mese a Lodi. «Prima ero a Milano, ma vivo a Piacenza, è comodo - dice anche lui sorridendo - : faccio 30-40 consegne al giorno, l’algoritmo ce le assegna». Mentre parla arriva un collega, più grande e forse anche più disilluso. Non vuole metterci la faccia, però; vince l’amarezza. «Da 5 anni faccio questo lavoro, senza ferie, senza malattia: nel 2023 ho avuto un incidente, sono caduto dalla bici. Mi sono rotto le mani e non potevo lavorare: sono stato due mesi fermo, nessuno mi ha dato niente». La speranza di cambiare vita c’è. «Speriamo, vediamo - dice piano il giovane che viene dall’Afghanistan - : nel 2022 arrivavo anche a 2400 euro al mese, ora si fanno 50-60 euro al giorno». Mentre parliamo arriva un ordine: ritiro e consegna in centro storico. Compenso 3,50 euro, da tassare. Inforca la bici, saluta, tornerà a breve.
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