VIABILITÀ Provinciali chiuse ai camion, nel primo giorno regna il caos

Il provvedimento tra Borghetto e San Colombano e Graffignana e Sant’Angelo

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Primo giorno in chiaroscuro per la chiusura ai Tir delle strade provinciali 23 tra Borghetto e San Colombano e 19 tra Graffignana e Sant’Angelo. Diversi camionisti hanno chiesto chiarimenti alla polizia locale banina per capire dove il divieto di transito scattasse. È l’effetto del disallineamento tra la provincia di Lodi, che ha applicato il divieto, e la Città Metropolitana di Milano che, pur dando il nulla osta a Lodi, al momento non ha emesso alcuna ordinanza.

Alla fine, la sensazione è che buona parte del traffico pesante sia transitato comunque sulle arterie bloccate, soprattutto sulla provinciale 23. Il divieto di transito ai mezzi a pieno carico sopra le 3,5 tonnellate si applica sulla provinciale 23 dal ponte sul Lambro a San Colombano fino all’incrocio tra la provinciale 23 e la provinciale 125 per Livraga in territorio di Borghetto, in entrambe le direzioni, e sulla provinciale 19 dalla Porchirola fino a via Sant’Angelo di Graffignana. Cartelli sono posizionati lungo la provinciale 234 e anche lungo la provinciale 235 per indicare i percorsi alternativi e segnalare il blocco.

Ma è la situazione su San Colombano a destare qualche preoccupazione. A oggi non c’è divieto di transito sulla 23 Pedecollinare, quindi, i camion dalla provinciale Mantovana possono girare in direzione Lodi. Solo una volta arrivati al ponte del Lambro trovano l’effettivo divieto di transito. Ma a quel punto uno stop in mezzo alla strada con inversione di marcia sarebbe una manovra di grande pericolo, per questo motivo i camionisti, anche ieri, hanno tirato dritto venendo a conoscenza del divieto troppo tardi. Almeno cinque telefonate sono arrivate al comando di polizia locale di San Colombano chiedendo chiarimenti. Peraltro, i controlli oggi non spettano a San Colombano, dal momento che non essendoci ordinanza da Città Metropolitana, il transito sul territorio banino è regolare.

«Negli incontri che abbiamo fatto a gennaio e in primavera, e poi nelle lettere che ho scritto ai diversi enti coinvolti ho sempre dato la nostra piena disponibilità, a patto che anche Città Metropolitana emetta un’analoga ordinanza di divieto di transito ai Tir, perché altrimenti rischieremmo una disomogeneità pericolosa», dice il sindaco di San Colombano Giovanni Cesari. Città Metropolitana al momento non sembra aver ancora assunto una posizione definitiva, ma nel giro di qualche giorno dovrà esprimersi con chiarezza onde evitare il caos.

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