Via Lago di Garda, il Comune “gela” i residenti: «Resta il doppio senso di marcia»

LODI La modifica introdotta per i lavori sul ponte ha eliminato trenta parcheggi ma per il Broletto «così il traffico è più fluido»

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Decine di posti auto che se ne vanno, in una zona dove già trovare parcheggio non è facile, per via di un cambio di viabilità deciso per un cantiere oggi terminato. È la situazione che stanno vivendo ormai da qualche settimana i residenti di via Secondo Cremonesi e via Lago di Garda, strada quest’ultima diventata a doppio senso di marcia in seguito alla chiusura per lavori del ponte Bonaparte con l’obiettivo di fluidificare il traffico cittadino. Un provvedimento che però oggi, dopo che il ponte ha riaperto al traffico, viene ritenuto più deleterio che altro. Tenendo a doppio senso di marcia la via, infatti, sono stati eliminati diversi parcheggi bianchi presenti su un lato della carreggiata, posti che facevano comodo a chi abita in zona e non ha un garage o un box auto. Visto che il ponte ha riaperto, i residenti non vedono più la necessità di un doppio senso di marcia e chiedono che via Lago di Garda, angolo via Secondo Cremonesi, torni a senso unico in modo tale da ripristinare i circa 30 parcheggi presenti in passato. Dal Comune fanno sapere che il doppio senso verrà mantenuto: «Si tratta di una modifica destinata a essere mantenuta perché risponde a esigenze della viabilità della zona, consentendo di migliorare l’accessibilità al quartiere Selvagreca e di distribuire più efficacemente i flussi di traffico». L’amministrazione, comunque, intende farsi carico delle esigenze manifestate dalle attività commerciali della zona, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di ulteriori posti riservati alle persone con disabilità e di spazi per il carico e scarico delle merci in via Secondo Cremonesi. È inoltre allo studio la possibilità di ricavare una nuova fila di posteggi all’interno della sede stradale. La circolazione nell’area è comunque ancora in fase di assestamento e l’amministrazione continuerà a seguirne l’evoluzione, valutando eventuali adeguamenti delle fasi del vicino semaforo, «così da rendere la regolazione dell’incrocio maggiormente rispondente alle effettive esigenze della viabilità».

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