Una corsa a ostacoli quotidiana per riuscire a entrare all’ospedale Maggiore

Lodi Un’Odissea tra posteggi temporanei e per disabili occupati, auto in mezzo alla strada e scale mobili in tilt

Lodi

La ragazza scende da una macchina, ha la gamba interamente ingessata. L’auto si è fermata in mezzo alla strada, in prossimità dell’ingresso pedonale del pronto soccorso. Tutti i posteggi “carico scarico” sono occupati e le altre auto sono in coda di fronte al nosocomio. La ragazza barcolla, si appoggia a un panettone che però è avvolto con il nastro bianco e rosso, non è ben cementato, lei rischia di cadere. Interviene la mamma ad aiutarla. La figlia si appoggia ad un altro panettone e la mamma va a posteggiare. Questa di oggi, giorno di Santa Lucia, è solo una delle tante situazioni che si creano davanti al Maggiore di Lodi e che riguarda tutti.

Raggiungere l’ospedale dovrebbe essere un’operazione rapida e senza intoppi, invece i guai incominciano, per chi arriva dalla tangenziale, soprattutto la mattina, intorno alle 9, fin dall’incrocio con via Massena e, a volte, anche prima.

Il traffico, quando si raggiunge la casa del latte, si complica perché la carreggiata si restringe e le ambulanze che arrivano alle spalle non hanno spazio per superare.

I problemi della viabilità probabilmente, sono nati con la decisione di ampliare l’ospedale esistente, rifiutando l’ipotesi avanzata di realizzarne uno nuovo alle porte della città.

Tra gli anni ’60 e ’70 quando si costruirono i nuovi ospedali di Lodi e Cremona, si ragionava se realizzarli dentro o fuori la città. Lodi scelse la prima ipotesi, l’alternativa era costruirlo dove adesso sorge la caserma dei pompieri. La possibilità di erigere un ospedale nuovo a Lodi sfumò per 15 giorni anche nel ’98. Il direttore Andrea Belloli arrivò il primo gennaio, il contratto per la terza ala venne firmato a dicembre. Lui avrebbe realizzato un nuovo e unico ospedale a Pieve, dove oggi sorge la Bennet. Lodi nel tempo ha investito 200 milioni di euro per ristrutturare i suoi presidi, la cifra che ci vuole per costruirne uno nuovo.

In questi anni, le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno cambiato e ricambiato la viabilità, i sensi unici (in seguito anche alle petizioni di residenti e commercianti), i posteggi e le rotonde, fino ad arrivare alla situazione attuale di totale intasamento. No, l’ospedale non è quello che dovrebbe essere, un luogo facilmente raggiungibile. I posteggi per il carico e scarico sono sempre occupati e anche quando non lo sono, fare manovre per entrare è difficile con tutte le auto e i pullman alle spalle, così alla fine ci si ferma in mezzo alla strada. Gli stalli gialli per i disabili sono insufficienti e così i posti temporanei spesso diventano soste prolungate. Negli anni passati sono arrivate numerose le contestazioni delle multe per divieto di sosta prolungata anche dalle associazioni che trasportano gli anziani.

Quella di andare a prendere la carrozzina, far scendere l’anziano, accompagnarlo all’interno è un’operazione che richiede tempo. E quando finalmente si raggiunge l’interno dell’ospedale ci si trova di fronte, spesso e volentieri alla scala mobile prodotta in Cina, che non funziona (per avere i pezzi di ricambio ci vogliono giorni); anche qui ci si trova in coda, questa volta davanti all’ascensore. La nuova hall d’ingresso con la scala mobile è stata costruita nel 2012 e più o meno in concomitanza, è stato realizzato il maxi piazzale di fronte che è una sicurezza per le persone, ma anche spazio in meno per le manovre dei mezzi. Il Comune sta pensando, insieme all’Asst, l’introduzione di correttivi: da quanto si evince, i cambiamenti riguarderanno l’incremento dei posteggi per i più fragili.

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