Un disabile trovato morto in un parcheggio

Lodi L’uomo, classe 1967, era riverso sulla sua carrozzina accanto a un cespuglio dietro la stazione. Indaga la questura: la salma trasferita alla medicina legale di Pavia

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Una vita trascorsa sempre “ai margini”, tra dipendenze e reati di vario genere. Una vita difficile sì, che ultimamente era finita sotto gli occhi di molti cittadini di Lodi, perché vissuta tra la panchina del Carrefour di corso Umberto e l’A&O di via Nino Dall’Oro, accanto ad “altri”, come lui. Una vita che è finita mercoledì pomeriggio, nella prima afa di stagione, nel parcheggio a ridosso del cinema Fanfulla, tra le auto dei pendolari. Qualcuno lo ha notato riverso vicino a un cespuglio. Poco distante c’è un parco, finito al centro delle cronache per lo spaccio e il consumo di stupefacenti. Chi ha chiamato il 118 ha riferito di un uomo supino, sulla sua carrozzella. Sul corpo i segni evidenti di una grave crisi, sopraggiunta a quanto pare a seguito di una overdose. I soccorsi sono arrivati in poco tempo, ma l’uomo era già morto. Una scena quasi fuori tempo, appartenente alla stagione più buia della droga, quella dell’eroina, tra gli anni ’70 e ’80. La salma di F. L, classe 1967, è stata così recuperata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sull’episodio indagano gli agenti della questura. In serata, dopo il via libera del pm di turno, la salma è stata recuperata dalle pompe funebri Vismara e trasferita nell’istituto di medicina legale di Pavia. Una presenza quella di F. L., che tutti conoscevano con un altro nome, divenuta ingombrante, spesso fonte di proteste per i suoi eccessi. Come quando visse a lungo su una panchina del suo comune di origine, Turano. Una vita e una morte che devono fare riflettere, senza pregiudizi e preconcetti.

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