Un altro guasto per la Tac di Lodi, alcuni malati “dirottati” in pronto soccorso

OSPEDALE Il direttore Guido Grignaffini ha incontrato i tecnici per rinnovare le apparecchiature

Per la terza volta in un mese è mezzo è andata fuori uso la Tac della radiologia dell’ospedale Maggiore. In due casi si è trattato di fermi piuttosto lunghi, nel terzo invece, il guasto è durato un giorno.

L’ultimo episodio si è registrato a cavallo tra dicembre e gennaio. La macchina effettua una trentina di esami al giorno a pazienti esterni: la metà, gli accertamenti più urgenti, sono stati trasferiti sulla Tac del Pronto soccorso e gli altri esami, invece, sono stati spostati a una nuova data, con alcuni disagi per i pazienti. «Proprio oggi (ieri, ndr) - spiega l’Asst - la macchina è stata riparata. È stato sostituito il collimatore (il dispositivo in grado di raddrizzare i raggi, ndr). Il riscontro è stato positivo e domani (oggi, ndr) l’attività riprenderà regolarmente». La Tac che è andata in tilt è stata acquistata in periodo pre Covid, intorno al 2019 ed è considerata una macchina semi nuova. Le colonscopie virtuali, in passato eseguite a Lodi dal radiologo ora in pensione Carmine Villani, non possono essere eseguite da questa macchina e quindi vengono effettuate dall’apparecchio di Codogno. La nuova amministrazione guidata dal dottor Guido Grignaffini ha annunciato una revisione di tutto il parco macchine aziendale. Ad inizio anno il manager incontrerà uno ad uno tutti i capi dipartimento per capire dove concentrare acquisti delle apparecchiature e assunzioni del personale. «I reparti che funzionano - ha annunciato il manager - vanno valorizzati al meglio, mentre le aree più critiche per le attese a livello ambulatoriale vanno risollevate».

Il manager ha già incontrato i professionisti dell’ingegneria clinica. «Abbiamo in programma un piano di rinnovo del parco macchine -ha annunciato nei giorni scorsi -. Stiamo stilando la lista delle priorità partendo dalle apparecchiature più vetuste. In lista è previsto anche il rinnovo di una delle due Tac di Lodi. Abbiamo intenzione di chiudere il piano entro il 2024». A dicembre dello scorso anno, Regione Lombardia aveva deliberato 2,9 milioni di euro per la sostituzione dell’acceleratore lineare, ormai datato, dell’ospedale di Casale. Il finanziamento rientrava nella tranche di contributi previsti per l’implementazione del sistema biomedicale. Negli scorsi mesi, l’Asst ha chiesto anche l’autorizzazione per il terzo angiografo che dovrebbe servire per la sala di elettrofisiologia, ma fungere anche da backup in caso di guasto dell’apparecchiatura dell’emodinamica, funzionare per la radiologia interventistica e per le urgenze».

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