Ubriaco uccise l’amica: quattro anni e patente ritirata
Lodi Un 27enne patteggia la pena per omicidio stradale. La Ford Focus sbandò per l’alta velocità e l’alcol, trafiggendo Arianna Alberga con il guardrail
Lettura 1 min.Al volante ubriaco causò l’incidente nel quale perse la vita l’amica Arianna Alberga, il 27enne di Lodi condannato a quattro anni con revoca della patente. Ha patteggiato G.D., nato in Albania e residente da alcuni anni a Lodi al tempo del sinistro avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 novembre 2024 al confine tra Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. Una tragedia avvenuta in una notte fredda, intorno alle 2, con l’asfalto reso bagnato dalle piogge dei giorni precedenti e dall’umidità. Alla guida di una Ford Focus, il 27enne arrivato all’altezza di viale Fulvio Testi aveva perso il controllo della vettura finendo per scontrarsi contro il guardrail. La barriera protettiva però non aveva attutito il colpo e non era nemmeno stata sradicata da terra, ma si era spezzata in due e una parte aveva trafitto la vettura colpendo mortalmente l’allora 26enne che lavorava nei bar della sede di Cologno Monzese di Mediaset. Se il 27enne di Lodi, trovato in gravi condizioni, riuscì a cavarsela con fratture agli arti inferiori e traumi diffusi venendo trasportato all’ospedale San Raffaele di Milano in codice rosso, all’arrivo dei sanitari per Alberga non c’era più niente perché deceduta sul colpo. All’esito dei controlli era emerso che il conducente della vettura, accusato di omicidio stradale aggravato, era anche ubriaco e aveva raggiunto l’incrocio, il cui limite di velocità è fissato a 50km/h ad una velocità ben superiore ai 150km/h e con valori di alcol nel sangue di poco inferiore al triplo di quanto consentito per legge. Giovedì davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Monza, dopo il rinvio dell’udienza di gennaio, a due anni e mezzo dal tragico incidente G.D. ha patteggiato quindi la pena di quattro anni vedendosi anche revocata la patente e venendo condannato a lavori socialmente utili. I genitori della 26enne, che hanno ricevuto dal 27enne una lettera di scuse, si sono costituiti anche parte civile chiamando in causa la società di assicurazione della vettura che aveva cercato di scaricare in parte le colpe sulla ragazza perché, a dire della compagnia, sapeva dello stato d’ubriachezza del 27enne. Fatto che è invece contestato dai legali della famiglia Alberga. «Sta per concludersi una delle giornate peggiori della mia vita dopo quella della tua scomparsa. Condannata tutta la vita all’ergastolo perché tu non cammini più al mio fianco» ha scritto la mamma Antonella sui social giovedì dopo l’udienza.
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