Stazione di Lodi “vietata” ai disabili, lo scandalo in Parlamento. Anche l’Anmic attacca: «Punto dolente»

Barriere architettoniche e cantieri Dopo l’inchiesta sul campo de «il Cittadino» si muove la politica: interrogazione dell’onorevole Raimondo al ministero dei Trasporti

Lettura 2 min.

Lodi

Il caso dell’inaccessibilità dello scalo ferroviario di Lodi approda direttamente in Parlamento. Dopo la pubblicazione del reportage sulle pagine de «il Cittadino» che ha documentato le difficoltà di una persona in carrozzina (tra barriere architettoniche, percorsi obbligati e ascensori fuori servizio) si accendono i riflettori delle istituzioni nazionali. A farsi carico dell’istanza emersa nella nostra inchiesta, e a dare forza a quella che è una battaglia storica portata avanti a livello locale da Amnic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili), è l’onorevole Fabio Raimondo, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo della Commissione trasporti alla Camera dei deputati. L’esponente politico ha depositato un’interrogazione parlamentare rivolta direttamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere spiegazioni urgenti su quanto accade nel nodo ferroviario lodigiano.

Al centro, il paradosso di due ascensori già installati nel tunnel che accede ai binari e che, però, risultano ancora disattivati e transennati a causa dei cantieri in corso. Una condizione di stallo che vieta alle persone disabili la possibilità di raggiungere i binari in totale autonomia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA