Statua sradicata dalla tomba, un furto sacrilego al cimitero di Lodi
RIOLO Nel camposanto restano anche i problemi di decoro e infiltrazioni
Letteralmente sradicata dalla lastra di marmo, dove sono rimaste la traccia della posizione e le fessure per l’alloggiamento. Della statua sacra, però, non c’è più traccia, portata con un gesto odioso, che va a colpire uno dei luoghi deputati alla memoria della città. Arriva dal cimitero di Riolo la nuova testimonianza di rabbia e indignazione per il furto di una statua dalla tomba di un defunto, fenomeno che si era già verificato anche altrove, sempre suscitando sentimenti simili. Questa volta è toccato alla statua della Vergine, di dimensioni considerevoli, che era ancora alla lastra in marmo della tomba a terra, posizionata nel primo campo, appena oltre l’ingresso sulla destra. L’amara scoperta della famiglia, nei giorni scorsi, durante il periodo di festività, facendo visita al familiare defunto. Un caso che potrebbe essere isolato, visto che non sono emerse altre segnalazioni simili e non si vedono al camposanto altre tracce di statue di alloggiamenti privi di statue o vasi. Proprio al cimitero di Riolo, l’estate scorsa era stato aggredito un anziano di 76 anni, violentemente percosso per mettere a segno il furto della catenina d’oro che aveva al collo. «Purtroppo quel giorno non c’ero e mi è dispiaciuto saperlo - ripercorre l’uomo che, da 15 anni, sosta abitualmente fuori dal cimitero di Riolo - : di solito dò una mano agli anziani, bagno i fiori e pulisco le tombe quando mi chiedono aiuto». Il furto della statua non è passato inosservato da queste parti e ha generato reazioni diverse. Altro capitolo, totalmente differente, è quello che da tempo coinvolge i cimiteri cittadini in merito a cura e manutenzioni, più volte oggetto di rilievi, e per cui si continua a lavorare in direzione dell’affidamento in concessione ad Astem spa, con un piano di investimenti da 7 milioni di euro per operazioni diverse. E proprio nel piano, per Riolo, è prevista la realizzazione del nuovo polo della cremazione, privilegiando aree che limitino al massimo le procedure di esproprio. La stima è di portare l’operazione in aula nel corso del 2026.
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