Sgominati i “delivery” della droga: tre misure cautelari per un giro d’affari da 160mila euro al mese
LODI VECCHIO - SAN DONATO Sequestrati complessivamente 27 chilogrammi di hascisc e 70mila euro in contanti
Lettura 1 min.Lodi Vecchio
Blitz dei carabinieri all’alba tra Lodi Vecchio e San Donato Milanese. I militari del Nucleo investigativo del comando provinciale di Lodi, con il supporto dei colleghi delle compagnie di San Donato Milanese, Lodi e Codogno e del Nucleo cinofili di Casatenovo, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Tre le persone raggiunte dal provvedimento, indagate a vario titolo per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e tentata estorsione. Contestualmente è stata eseguita anche una perquisizione nei confronti di un quarto indagato nell’ambito dello stesso procedimento.
L’operazione rappresenta l’esito dell’indagine denominata “Delivery”, nome scelto per il particolare sistema utilizzato dal gruppo per la distribuzione della droga: la sostanza veniva infatti consegnata direttamente ai pusher presso le loro abitazioni. Le indagini, coordinate dalla Dda di Milano e condotte dal Nucleo investigativo di Lodi tra settembre 2024 e gennaio 2026 anche attraverso attività tecniche, hanno portato alla luce un’organizzazione con basi logistiche tra Lodi Vecchio e San Donato Milanese.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo sarebbe stato in grado di approvvigionarsi ogni settimana di circa 20 chilogrammi di hashish, poi distribuiti nelle province di Lodi, Milano, Cremona e Pavia. La droga, secondo l’accusa, veniva immessa sul mercato nell’arco di due o tre giorni attraverso corrieri incaricati di consegnare quantitativi non inferiori a un chilogrammo agli acquirenti.
Gli inquirenti ipotizzano un’organizzazione strutturata, con una precisa suddivisione dei ruoli e una catena gerarchica interna. Il volume d’affari stimato dagli investigatori si aggirerebbe attorno ai 160mila euro al mese.
L’indagine ha inoltre fatto emergere presunti episodi di intimidazione utilizzati per recuperare crediti nei confronti di clienti insolventi.
Nel corso delle attività investigative i carabinieri hanno sequestrato complessivamente 27 chilogrammi di hashish e 70mila euro in contanti, oltre ad arrestare in flagranza tre persone per violazioni della normativa sugli stupefacenti.
Al termine delle formalità di rito, per due degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere nella casa circondariale di San Vittore, mentre una terza persona è stata posta agli arresti domiciliari.
Come previsto dalla legge, gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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