SAN FIORANO Bambino rimasto senza classe, spunta l’ipotesi di usare la palestra

La proposta del sindaco Ghidelli per cercare di trovare una soluzione

SAN FIORANO Bambino rimasto senza classe, spunta l’ipotesi di usare la palestra
Foto d’Archivio

Un banco in più. Come in quel famoso musical, “aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più...”. Basterebbe quello per far tornare a scuola il bimbo di 7 anni di San Fiorano, da due settimane a casa da scuola. E a dirlo è lo stesso sindaco Mario Ghidelli: «Il bambino può venire alle elementari da noi, si tratta solo di spostare la seconda in palestrina». Dopo giorni di tira e molla sul caso del bimbo trasferitosi a San Fiorano

con la famiglia e rimasto escluso dalla classe seconda perché già di 27 alunni, oltre il limite legale di 26, il primo cittadino mette sul tavolo l’unica soluzione prospettabile all’orizzonte: accoglierlo in classe e spostarla nella palestrina, che può contenere fino a 40 alunni. «Mi spiace per questo bambino – sottolinea Ghidelli -. Alla madre era stato assicurato che l’avrebbero inserito a San Fiorano e ora si trova il figlio a casa». A settembre, quando Emanuela Rotella, la madre del piccolo, aveva telefonato all’istituto comprensivo di Codogno da cui dipende il plesso di San Fiorano, il segretario le aveva detto di non preoccuparsi e di attendere il cambio di residenza per inserire il suo bambino. Ma nel frattempo in paese si è trasferita un’altra famiglia, con un figlio della stessa età del bimbo al centro di questa storia “kafkiana”, e il posto è stato dato all’altro. Nell’Italia del 2022, con un tasso di dispersione scolastica che sfiora drammaticamente il 13 per cento e con il problema della natalità che rende sempre più difficoltoso formare le classi e tenere aperte le scuole, qui siamo al paradosso della “guerra per un banco”. Il posto alle elementari di Fombio prospettato dalla dirigenza scolastica di Codogno e dal provveditore di Lodi alla famiglia del bimbo, è un palliativo per altro impraticabile. Il padre infatti lavora a Castel San Giovanni, la sua sveglia suona presto e non può accompagnare il figlio a scuola. La madre non ha nemmeno la macchina, e il Comune non può sostenere il trasporto. Intanto da due settimane il piccolo è in una sorta di limbo. Dopo il trasferimento da Castiglione, la madre aveva chiesto in prestito l’auto a un amico e per una settimana aveva trasportato il figlio alla vecchia scuola. Ma da mercoledì 16 novembre, quando ha dovuto rendere l’auto, il bimbo non mette più piede in classe. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) quando si è svegliato si è messo a piangere – racconta la madre -. Mi ha chiesto quando potrà tornare a scuola e mi ha detto che ha paura di non recuperare quello che ha perso». Che “perde”. Ogni giorno che passa. «Ho scelto di venire ad abitare a San Fiorano perché ero tranquilla perché ci sono le scuole. Non potevo immaginare una situazione del genere – si sfoga la donna -. A me delle frottole che non possono spostare la classe non importa niente. Mio figlio non può essere escluso, stiamo parlando di avere una vita normale. Si stanno impuntando su un errore loro, quando basterebbe mettere un banco in più».n

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