Risarcimenti per il blackout, le associazioni subito a fianco degli operatori

LODI In alcune zone la corrente è mancata fino a notte inoltrata e si sono create situazioni delicate, ma il percorso per i rimborsi non è agevole

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C’è la conta dei danni in corso, ma anche il lavoro per individuare le modalità per ottenere risarcimenti. Associazioni di categoria mobilitate per star al fianco degli imprenditori alle prese con i “guai” generati dal blackout. «La situazione è molto variegata, con differenze anche da civico a civico nel centro storico, dove ci sono state diverse ore di “vuoto” - sottolinea Isacco Galuzzi, segretario di Confcommercio - : in alcune zone la corrente è mancata fino a notte inoltrata e si sono create situazioni molto delicate, anche perché alcuni macchinari di ultima generazione hanno batterie di accumulo, ma molti altri no.

I danni registrati sono quindi diversi: si va dalla perdita di merce e materie prime deperibili, fino ai problemi registrati su macchinari e impianti. Parliamo di congelatori, frigoriferi, condizionatori: in alcuni casi, gli associati ci segnalano che sono saltate le schede madri quindi con ulteriori difficoltà per gli operatori. Ora stiamo cercando di capire come approcciare il tema». Anche perché gli indennizzi automatici in bolletta previsti da Arera non rispondono alle esigenze. «Va costruito un percorso per andare verso il risarcimento del danno e il nostro ufficio legale ci aiuterà a tracciare il perimetro d’azione per stare al fianco degli operatori - aggiunge Galuzzi - : per prima cosa, agli operatori, in questa fase di indagine, stiamo dicendo di documentare il danno subito, sia sulla merce sia sul mancato guadagno, sia per i problemi alle attrezzature».

La mappatura, come aggiunge Mauro Parazzi, vicesegretario di Confartigianato Imprese della Provincia di Lodi e responsabile della sede di Lodi, «non è facile proprio a fronte della situazione variegata: i danni sono in fase di quantificazione. E ci sono quelli diretti da mancato incasso, come quelli correlati al fatto di dover destinare a rifiuti alimenti che non hanno avuto la garanzia della catena del freddo e quelli legati agli impianti». Il consiglio, in prima battuta, è quella di studiare anche le coperture assicurative. «Quello che chiediamo, visto l’impegno del sindaco e dell’amministrazione comunale, è di favorire un dialogo con i distributori perché, rispetto alla presentazione delle pratiche, ci sia un canale definito e corretto di presa in carico, affinché si rifondano quanto prima i danni alle imprese - chiude Parazzi - : è un auspicio che esprimiamo direttamente all’amministrazione e al sindaco che si è speso in prima persona, insieme al prefetto e al questore per ridurre i disagi».

A disposizione degli associati anche Asvicom, che ringrazia l’amministrazione comunale che si è adoperata, ma che prende anche posizione. «Quanto successo non può essere considerato accettabile, né per le attività, come negozi, bar, ristoranti, ma anche artigiani e professionisti che hanno dovuto sospendere il lavoro, dimostrandosi manchevoli nei confronti della clientela e, per certe tipologie di attività, vendendo andare in fumo scorte di beni alimentari, men che meno per i cittadini privati, con un pensiero soprattutto agli anziani e ai bambini piccoli - dicono dall’associazione - . Comprendiamo l’eccezionalità delle temperature raggiunte in questi giorni, ma non è possibile che non ci sia un piano di back up energetico da attivare nelle emergenze: si parla da anni e anni di riscaldamento climatico e ora è realtà, è tangibile. Non è possibile, a livello di Paese, non essere attrezzati per affrontare questi disagi».

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