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LODI L’ipotesi è contenuta nel Piano della mobilità del Comune
Lettura 1 min.La prima scelta contestata, con la mobilitazione di oltre 2mila cittadini che ci hanno messo la firma, è stata quella sul sottopasso della Bassiana da aprire alle auto. Messa nero su bianco nel Pums, annunciata almeno come sperimentazione, ora rinviata alla realizzazione futura del nuovo svincolo con cavalcavia alla Faustina. Anche in via Bocconi però i cittadini si mobilitano contro una scelta contenuta nel nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile. E agli atti ci sono già oltre 80 firme verificate raccolte sulla piattaforma Change.org. Nuova petizione con raccolta firme sulla mobilità del capoluogo, questa volta dalla popolosa zona residenziale del Pratello. Sotto i riflettori la scelta, contenuta nel nuovo Piano, di rivedere la viabilità di via Bocconi con la chiusura del collegamento verso via Cadamosto-via Sforza. Una scelta che, come dicono i cittadini, eliminerebbe uno degli attuali e principali percorsi di accesso e uscita dai quartieri residenziali Pratello e Spina verde verso viale Milano, viale Europa e i raccordi esterni. E che - e questi sono i timori dei residenti - comporterebbe una maggiore concentrazione dei flussi di traffico su viale Dalmazia, reso quindi unico asse di accesso e uscita sia per raggiungere viale Milano sia per dirigersi verso via Cadamosto, viale Europa e il casello dell’A1. Al centro delle attenzioni i potenziali problemi di congestione e sicurezza stradale su viale Dalmazia, già oggi particolarmente critica, come dicono gli abitanti, a causa della scarsa visibilità e dell’elevato volume di traffico proveniente da entrambe le direzioni. Il rischio paventato è che si creino code e tempi di attesa significativi per i residenti in uscita dalla zona residenziale, con aumento dei tempi di percorrenza, ma anche incremento delle emissioni e e peggioramento della qualità della vita. I cittadini hanno già fatto degli approfondimenti per individuare soluzioni alternative, tra cui l’implementazione di semafori intelligenti, l’utilizzo delle ciclabili esistenti per migliorare il flusso del traffico senza chiudere il collegamento vitale. Tra le richieste anche l’istituzione di un monitoraggio continuo per valutare l’impatto su viale Dalmazia, in modo da prendere ulteriori decisioni basate su dati concreti. Il primo obiettivo, ora, è quello di far arrivare la raccolta firme all’amministrazione comunale, e in particolare all’assessore Caserini, entro il prossimo 21 ottobre, con la richiesta di rivedere le scelte del Pums e di preservare così la qualità della vita nel quartiere.
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