Razziato il tetto della cappella: «Una volta c’erano più controlli»

CIMITERO MAGGIORE La rabbia del proprietario dell’edicola presa di mira per il rame: «Questa profanazione è segno dei tempi

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«Questa profanazione è sintomo dei tempi». Esterino Cipolla non usa mezze parole. È il proprietario della cappella Fiorani, quella finita più pesantemente nel mirino durante la razzia di rame dello scorso weekend: il tetto è stato portato via completamente. Ma per Cipolla il problema va ben oltre il danno materiale. «Dietro al furto c’è una questione molto più grande: quella della sicurezza e del controllo di un luogo che, per definizione, dovrebbe essere protetto». Il ricordo corre a quando al cimitero c’era un custode anche nelle ore notturne. «Una volta viveva lì addirittura, aveva anche l’antenna della televisione. Parliamo di venti o trent’anni fa. Il custode è un costo certo, però è evidente che servano maggiore controllo e sicurezza da parte del gestore del cimitero, il Comune di Lodi. Oppure si installi un impianto di videosorveglianza».

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