Psa, scoperto a Pieve Fissiraga un nuovo focolaio
PESTE SUINA Appena dopo la scadenza delle restrizioni un’altra tegola sul Lodigiano: riscontrata la positività in un allevamento da 4.500 suini, lunedì è attesa l’ordinanza di Ats
La Peste suina africana torna a colpire il Lodigiano. L’Istituto zooprofilattico di Pavia ha comunicato il riscontro alla positività alla Psa di un allevamento da 4mila 500 suini da riproduzione a Pieve Fissiraga. È il sesto focolaio di Psa nella provincia di Lodi, accertato proprio il giorno dopo la scadenza dell’ordinanza di Ats Milano Lodi con le restrizioni per le stalle di suini attorno all’ultimo rilevato, quello di Vidardo un mese fa. Per gli allevatori, dunque, ricomincia l’incubo proprio quando sembrava finito. La nuova ordinanza con le zone di protezione (in un raggio di tre chilometri) e sorveglianza (in un raggio di 10 chilometri) e le disposizioni per il contenimento del focolaio è attesa per lunedì. È certa la disposizione dell’abbattimento preventivo di tutti i suini dell’allevamento, che potrebbero essere anche più dei 4mila 500 certificati all’anagrafe, dal momento che nell’ultimo mese il divieto di movimentazione esteso a tutto il Lodigiano ha riempito oltre misura le porcilaie.
Complessivamente nel Lodigiano sono stati riscontrati sei focolai di Peste suina africana in allevamenti. I primi tre sono stati riscontrati il 26 agosto a Vigarolo di Borghetto (3mila 400 capi da riproduzione), Marudo (1.400 capi da ingrasso) e Sant’Angelo (700 animali circa). Successivamente, è stato trovato un ulteriore focolaio a Marudo, in un allevamento della stessa proprietà di Vigarolo di Borghetto, motivo per cui il 4 settembre Ats emetteva ordinanza di abbattere tutti i suini, oltre 20mila, detenuti in cinque diverse stalle, a Borghetto, Cornegliano, Marudo, Pieve Fissiraga e Villanova, facenti capo tutte alla stessa famiglia di allevatori. Il 14 settembre infine era stato rilevato quello che fino a ieri era l’ultimo focolaio della provincia, a Vidardo, in una stalla da 1.500 capi da riproduzione. Con gli animali per cui sarà ordinato il depopolamento a Pieve Fissiraga, il numero di suini abbattuti nel Lodigiano andrà ben oltre i 30mila. Rispetto ai 335mila censiti dall’anagrafe nazionale a giugno 2024, si può ben dire che i maiali lodigiani sono stati letteralmente decimati.
Il focolaio comunicato ieri però è stato anche una doccia fredda per i tanti allevatori della zona, che avevano appena visto concludersi il periodo di restrizioni più dure imposte da Ats, che ora torneranno con la nuova ordinanza in arrivo, praticamente nella stessa zona. Oltre a queste limitazioni di carattere veterinario di Ats, tutto il Lodigiano ricade poi nelle fasce di restrizione imposte dall’Unione Europea e dal Commissario nazionale. I territori comunali in fascia di restrizione I più rigida per le attività umane all’aperto sono 31, gli altri 29 sono invece in zona III con vincoli più blandi. Peraltro, non risultano controlli sul territorio, mentre l’ultima ordinanza commissariale aveva di fatto parificato le zone rispetto alla movimentazione di suini, possibile solo in deroga, ma di certo vietata per gli allevamenti in un raggio di 3 o 10 chilometri dal nuovo focolaio.
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