Piano asfalti, «cantieri troppo in ritardo,
si parte insieme alle scuole»
LODI Ferri e Baggi all’attacco sulla programmazione degli interventi di ripristino delle strade
Lettura 1 min.«Partire con gli asfalti a fine settembre, a scuole già iniziate e con la città tornata a pieno regime, è esattamente il contrario di una programmazione lungimirante». È polemica a Lodi sui tempi, giudicati troppo lunghi, per vedere ruspe e operai in azione per rimettere mano alle strade della città. Pesanti le bordate in arrivo da Lega e Fratelli d’Italia, tutte all’indirizzo dell’amministrazione Furegato. Per il Carroccio, i ritardi sui cantieri si sommano a una narrazione politica che non torna. «Furegato si vanta del piano asfalti e prova a costruire una narrazione fatta di numeri e confronti con il passato - attacca la capogruppo della Lega, Eleonora Ferri -. Peccato che dimentichi il dato più ingombrante: Lodi è stata amministrata per 23 anni consecutivi dal centrosinistra. Se oggi dobbiamo celebrare come una grande conquista il rifacimento di qualche strada, di chi è la colpa? Il tentativo di attribuire le responsabilità agli ultimi cinque anni di centrodestra è politicamente comodo, ma intellettualmente debole, specie dimenticando i blocchi causati dalla pandemia».Ferri entra poi nel merito delle tempistiche. «Stanziare soldi non significa amministrare bene. Amministrare significa saper programmare e realizzare gli interventi nel momento più opportuno. I lavori stradali andrebbero concentrati nei mesi estivi, invece ci troviamo davanti a una programmazione che arriva quando la città è già congestionata». Sulla stessa linea d’onda è Fratelli d’Italia. «Bene che finalmente si intervenga, meno comprensibile è che si parta con la riapertura delle scuole e il ritorno del traffico, con inevitabili disagi», rincara la dose la capogruppo Giulia Baggi, che poi punge l’amministrazione sui fondi. «Il sindaco dice che le risorse non bastano, ma sulla manutenzione stradale in questi anni è stato fatto troppo poco e le criticità sono state lasciate accumulare. Servivano priorità chiare: oggi sentirsi dire che per alcune strade non ci sono fondi dimostra quanto sarebbe stato importante intervenire gradualmente, prima che la situazione diventasse urgente. Viene spontaneo chiedersi perché un investimento così importante venga concentrato proprio adesso, nell’ultimo tratto del mandato, dopo anni in cui la città avrebbe avuto bisogno di molta più attenzione. Governare significa programmare, non presentare la soluzione dei problemi accumulati come un grande risultato politico».
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