Piacentini: «I cantieri per Esselunga
al via l’anno prossimo»
LODI L’assessore interviene su ritardi e tempistiche del nuovo supermercato rimasto fermo al palo
Lettura 2 min.All’appello manca solo il «definitivo disco verde di Esselunga spa». Allo stato attuale, «una bozza di convenzione è già stata condivisa» e dovrà essere licenziata poi dal consiglio comunale; passaggio che darà il via libera al privato alla presentazione dei nuovi permessi a costruire che, nel frattempo, «sono stati lasciati scadere da Esselunga». La stima, parola dell’assessore all’urbanistica Simone Piacentini, è che «il percorso amministrativo venga conclusa entro l’inizio del quarto trimestre del 2026 per poi avviare il rilascio dei nuovi permessi a costruire e l’avvio della realizzazione per il 2027». Cantieri il prossimo anno sulla maxi spianata dell’ex Consorzio Agrario, per la realizzazione del nuovo supermercato a marchio Esselunga. È sempre l’assessore, alla luce delle durissime prese di posizione del centrodestra, a chiarire punto per punto genesi e motivi dei tempi lunghi sulla trasformazione, non lesinando attacchi politici all’opposizione, in particolare alla Lega, perché «siamo abituati a sentire delle inesattezze amministrative sia da parte del gruppo consiliare sia del segretario e ogni volta tocca ricordare come stanno realmente le cose». Piacentini chiarisce che il privato aveva in mano i permessi a costruire dal 2023 e che, quindi, «è stata sua facoltà non attuarli». Sul fronte della bonifica, Piacentini ha spiegato come sia conclusa sul lotto A, con certificato già emesso dalla Provincia nel novembre 2025, mentre «le opere esterne al comparto, ad eccezione dell’oasi felina, sono state eseguite». Insomma, «tentano di addossare al centrosinistra una scelta esclusivamente del privato». Sui motivi dei ritardi, l’assessore cita la fase del contenzioso - con l’attesa dell’espressione del Consiglio di Stato, ma «si è comunque lavorato con il proponente per la presentazione dei permessi a costruire» - , i tempi lunghi della bonifica, che, in una porzione, non è ancora conclusa. Sui tempi ha inciso anche la «fase di compravendita» dell’area, con il subentro di Esselunga all’iniziale proponente Attività Edilizie Pavesi srl, anche in seguito «ai fatti del crollo del 16 febbraio 2024 di Firenze», anche se «non sappiamo se siano legati agli stessi». Tra le ragioni anche la «fase inflazionistica dal 2022 in avanti», con «il costante aumento dei costi delle materie prime». Da qui è emersa anche la richiesta di rivedere il piano e l’amministrazione comunale «non ha voluto sottrarsi al confronto».
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