Peste suina: il Lodigiano ritorna a respirare

MISURE ALLENTATE Solo a San Rocco al Porto permangono le massime restrizioni per allevatori e cacciatori per “colpa” del Piacentino

La Commissione Europea ha dato il via libera: la Lombardia vede finalmente declassate le aree soggette a restrizione per la Peste Suina Africana (PSA). Un risultato che premia il “modello lombardo” di gestione dell’emergenza, basato su sorveglianza estrema, biosicurezza negli allevamenti e un coordinamento serrato tra istituzioni e filiera produttiva. Nel nuovo assetto territoriale validato da Bruxelles, la provincia di Lodi emerge come una delle grandi protagoniste di questo sblocco. Il declassamento è quasi totale: dei 32 comuni precedentemente vincolati dalle misure restrittive, ben 31 tornano a respirare, vedendo rimosse o allentate le limitazioni che gravavano sul comparto suinicolo e sulla movimentazione dei capi. L’unica eccezione è rappresentata dal Comune di San Rocco al Porto, che rimane classificato in Zona di Restrizione 1. Una scelta precauzionale, dettata non da focolai interni, ma dalle recenti positività riscontrate nel vicino territorio Piacentino. Per San Rocco, la permanenza in “zona cuscinetto” è una misura di sicurezza necessaria per proteggere il confine regionale ed evitare infiltrazioni del virus dal fronte emiliano. Mentre la Città Metropolitana di Milano viene dichiarata interamente zona libera (82 comuni su 82), a Pavia la situazione resta più articolata a causa della complessa storia epidemiologica dell’Oltrepo. Qui, su 186 comuni, 77 diventano liberi, 53 passano in Zona 1 e 56 restano in Zona 2 per monitorare la fauna selvatica.

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