Ospedale, boom di polmoniti:
«Il 50 per cento ha un’infezione»
SALUTE «Sembra la fotocopia dei giorni che hanno preceduto il Covid»
È il ritornello di questi giorni tra i sanitari dell’ospedale di Lodi: “Questo inverno sembra la fotocopia di quello del 2020, prima dell’esplosione del Covid: tante polmoniti gravi di vario genere e tanti arresti cardiaci sul territorio, una media di due al giorno quasi, anche in persone giovani”.
«Abbiamo un picco influenzale molto importante - spiega il primario della pneumologia Giuseppe Cipolla - che deprime il sistema immunitario, anche nei giovani. Abbiamo tante polmoniti da influenza, ma anche da infezioni batteriche che si sovrappongono«. Il 50 per cento dei 12 letti del reparto di pneumologia è occupato da pazienti con la polmonite, ma a questi si aggiungono persone in appoggio in medicina e assistiti a domicilio. «In reparto teniamo le persone che si scompensano - spiega il medico - gli altri vengono seguiti in ambulatorio o li dimettiamo con la terapia. Abbiamo tante polmoniti con la sovrapposizione batterica, molte da pneumocco. È una influenza particolarmente aggressiva quella di quest’anno. La polmonite viene curata con l’antibiotico, mirato se individuiamo il dato batteriologico o con la terapia antibiotica ad ampio spettro. Nel caso di polmoniti da influenza prescriviamo, invece, gli antivirali. Il sovrapporsi di influenza e polmonite aumenta nei soggetti fragili e anziani il rischio di decesso». Il monito di Cipolla per il prossimo anno, soprattutto «per i pazienti con la Bpco, cardiopatici, anziani e fragili è di vaccinarsi contro l’influenza». Una regola valida fin da subito, invece, è «di usare la mascherina nei luoghi affollati, lavarsi e disinfettarsi le mani. Le regole imparate in pandemia devono restare». Anche gli ambulatori dei medici di base sono sovraffollati: ieri, alle 13.30 c’erano ancora medici con tanti malati in coda: «Confermo - dice il presidente dell’ordine dei medici Massimo Vajani - seguiamo tanti malati con sintomi importanti. L’essenziale è visitarli bene e monitorarli dal punto di vista clinico».
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