Niente test alla Bassiana, il Comune ferma l’apertura alle auto del sottopasso

LODI Congelata la sperimentazione per concentrarsi sulla chiusura del ponte sull’Adda

Congelata la sperimentazione per l’apertura alle auto del sottopasso della Bassiana. Sicuramente fino a dopo il periodo di chiusura del ponte storico sull’Adda per i lavori Aipo. Anche dopo però, è l’ulteriore chiarimento, non sarà automatico il riavvio del percorso, perché «l’iter di approvazione del Pums (che prevede la contestata proposta che ha diviso la città e la politica) coinvolge diversi organi istituzionali e sulla base della valutazioni e dei contributi raccolti, il consiglio comunale approverà nei prossimi mesi la versione definitiva del Piano».

Tutto sospeso dunque sul contestassimo capitolo dell’apertura alle auto del sottopasso della Bassiana, finita al centro di una corposa mobilitazione popolare, con raccolta firme e presidi ogni fine settimana, e di prese di posizione politiche di colori diversi, dalle opposizioni come da parte della maggioranza, con tanto di “no” plateale arrivato nelle ultime ore dal Movimento 5 Stelle.

L’incognita viabilistica numero “uno”, oggi, è la chiusura del ponte storico al traffico, con tutti i contraccolpi che porta con sé - a partire dalla necessaria rivisitazione temporanea della viabilità e del Tpl - e non c’è spazio per altro. Sul capitolo, il Comune si era già speso annunciando modalità di svolgimento della sperimentazione e obiettivi - sei mesi di durata, con monitoraggio anche a tre mesi, e l’obiettivo di migliorare la distribuzione dei flussi tra i quartieri San Bernardo e la Faustina, da attuare anche con opere per la separazione fisica dei percorsi tra auto e pedoni-due ruote - e aveva anche organizzato un’assemblea pubblica. Le novità avevano, da subito, riacceso il fronte popolare del “no”, già emerso durante l’amministrazione Casanova.

Riattivata la petizione online - che ha superato le 1200 firme sulla piattaforma, con oltre 600 firme cartacee - , il comitato agguerrito di cittadini ha anche incassato il sostegno di Legambiente, ma perplessità erano emerse dall’intervento di Fiab Ciclodi che chiedeva dati certi e anche uno studio di fattibilità a progettisti esperti di ciclabilità. Insomma, il freno a mano era tirato da più parti, con richieste di stop tutte all’indirizzo del Broletto. Tra i nodi anche quelli tecnici, sollevati dagli osservatori, a fronte degli allagamenti più volte visti nel sottopasso della Bassiana in caso di fenomeni meteo intensi. Ieri, a “Il Cittadino”, la conferma del congelamento del progetto da parte del Comune di Lodi, tramite l’assessore alla mobilità Stefano Caserini. «Le priorità dell’ufficio viabilità sono attualmente concentrate sulla definizione delle modifiche viabilistiche e sulle attività di gestione della mobilità pubblica e privata necessarie a seguito della chiusura del ponte - ha spiegato Caserini - . Di conseguenza, sono state sospese tutte le attività avviate per la sperimentazione dell’apertura del sottopasso, una proposta contenuta nella versione del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) sottoposto alla Valutazione ambientale strategica (Pums). L’iter di approvazione del Pums coinvolge diversi organi istituzionali e sulla base delle valutazioni e dei contributi raccolti, il consiglio comunale approverà nei prossimi mesi la versione definitiva del Piano». Di sicuro, ed è l’ulteriore chiarimento a caratteri cubitali, «la sperimentazione prevista dal Pums non sarà in ogni caso effettuata durante la chiusura del ponte sul fiume Adda».

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