«Mille firme per Francesca Albanese», il comitato torna alla carica
LA CAMPAGNA Consegnata la petizione per la cittadinanza onoraria alla relatrice Onu
Lettura 1 min.Sul tavolo ci sono circa mille firme e la volontà di non far calare il silenzio sulla vicenda. Il comitato promotore non arretra e torna alla carica sulla proposta di conferimento della cittadinanza onoraria di Lodi a Francesca Albanese, relatrice speciale Onu nei territori palestinesi occupati. Dopo la netta frenata del sindaco Andrea Furegato, arrivata pubblicamente nei mesi scorsi, i promotori ora hanno formalmente richiesto un incontro al primo cittadino per consegnare le sottoscrizioni alla proposta avanzata nella sede della Cgil dal Coordinamento per la Palestina, Cittadini contro la Guerra e Global Movement to Gaza.Le petizioni da depositare sono in realtà tre. Oltre alla cittadinanza per Albanese, si chiede «l’interruzione di ogni rapporto commerciale con l’azienda farmaceutica Teva» e «l’adesione alla campagna Enti Territoriali per la Palestina». Nella lettera inviata al Broletto, i promotori sottolineano l’esigenza che l’Istituzione che sul territorio rappresenta i cittadini «non smetta di rivolgere lo sguardo a quanto, da tempo, sta avvenendo in Palestina e al dramma che, a Gaza e in Cisgiordania, continua a seminare morte e distruzione, soprattutto tra la popolazione civile». Un «obbligo morale e politico», scrivono i promotori, «non solo di non dimenticare quanto accaduto ed accade, ma anche di sostenere senza ambiguità e con ogni mezzo possibile il diritto del popolo palestinese a vivere in pace, libero da ogni oppressione, e a vedere pienamente riconosciuto il diritto ad avere una Nazione indipendente». Il nodo politico resta la figura di Albanese. I firmatari sono consci della contrarietà già espressa da Furegato ( «opinione che non sappiamo se e quanto condivisa dalla sua maggioranza»), ma chiedono un faccia a faccia per motivare la scelta «fuori da un dibattito pubblico spesso segnato da grossolane falsità e polarizzazioni», auspicando per il sindaco un «positivo ripensamento». La missiva si chiude con un altro riferimento. «Ci auguriamo che questa volta, diversamente da quanto avvenuto pochi mesi fa in occasione di analoga sollecitazione con al centro la proposta di esposizione della bandiera palestinese, la richiesta possa essere accolta».Furegato, dal canto suo, era stato inequivocabile. Pur ribadendo la ferma condanna sia per il «barbaro attentato di Hamas» sia per «l’azione criminale del governo israeliano», sulla cittadinanza aveva tracciato una linea rossa. Il conferimento del massimo istituto civile, per il sindaco «deve unire il più possibile la comunità. Con rispetto per i proponenti, non credo sia questo il caso». Pur esprimendo solidarietà ad Albanese per le sanzioni subite, Furegato aveva precisato di non condividere «molte delle opinioni che ha espresso in ambito pubblico». Ora, con mille firme sul tavolo, la questione torna in Broletto.
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