Lupi nel Lodigiano, Regione e Provincia fanno chiarezza

AMBIENTE Incontri pubblici a Montanaso, Caselle Landi e Casale, organizzati da Regione Lombardia e Provincia di Lodi, con la polizia provinciale

Tre serate per fare chiarezza sulla presenza del lupo nel Lodigiano.

È questo l’obiettivo degli eventi organizzati da Regione Lombardia e Provincia di Lodi, con la polizia provinciale, che inizieranno il 24 di questo mese a Montanaso, e proseguiranno il 25 a Caselle Landi e il 9 aprile a Casale.

«È il momento di dare informazioni ufficiali in materia - spiega Massimiliano Castellone, coordinatore della polizia provinciale -. Ci saranno funzionari regionali del comitato appena creato sul tema dei grandi carnivori che mette insieme tutti i progetti di monitoraggio di lupo e orso. È un modo per riprendere quella serie di incontri che avevamo iniziato circa due anni fa: dopo gli appuntamenti di Lodi e di Codogno, quindi, adesso cerchiamo di coinvolgere un po’ tutto il territorio e la popolazione interessata, insieme agli amministratori locali. Daremo le informazioni ufficiali sia da un punto di vista legale, che di comportamenti e di risorse messe in campo circa la presenza del lupo nel Lodigiano».

Sul tema la consigliera regionale Fdi Patrizia Baffi lancia una interrogazione in consiglio regionale chiedendo criteri aggiornati e soglie adeguate per il contenimento del lupo: «Con l’interrogazione a risposta immediata che ho sottoscritto in consiglio regionale si richiede chiarezza sulle modalità con cui Regione Lombardia intende affrontare la nuova fase legata al contenimento del lupo, alla luce delle recenti modifiche del quadro normativo europeo e nazionale. Si tratta di un tema di stretta attualità anche per il Lodigiano. Gli assessori competenti, Alessandro Beduschi e Gianluca Comazzi, hanno condiviso le preoccupazioni espresse con l’interrogazione e hanno assicurato che una volta definita e recepita la legge delega si metteranno in campo azioni volte ad aggiornare e monitorare i dati sulla diffusione del lupo. Accogliamo positivamente il fatto che per la prima volta si parli concretamente di soglie di prelievo. Tuttavia, la proposta avanzata da Ispra appare del tutto insufficiente e basata su dati non aggiornati. Nelle aree agricole e rurali della Lombardia la crescente diffusione del lupo sta generando forti criticità per allevatori e agricoltori, con ricadute economiche e sociali che non possono più essere sottovalutate: basti pensare che negli ultimi 4 anni sono stati almeno 11 i lupi uccisi sulle strade del Lodigiano, numero inedito a livello nazionale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA