L’ultimo sogno di “Lodi Murata”:
«Eventi e concerti nel fossato»

TURISMO Una suggestiva arena nello spazio adesso inutilizzato. Granati: «Il pubblico assisterebbe dall’alto»

Chiudere gli occhi e riaprirli sul fossato del castello illuminato, con musicisti che suonano e le note che riverberano grazie alla particolare acustica e incantano i lodigiani di passaggio su piazzale Matteotti, che possono guardare giù e farsi rapire da un inusuale scorcio di bellezza.

È uno dei “sogni” - sempre con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico-architettonico della città - coltivato con immutata passione dalla fucina di esperienza e competenze dell’associazione Lodi Murata. C’è una nuova suggestione, da coltivare nell’ottica di aumentare attrattività e ricchezze del capoluogo, anche in chiave turistica, in arrivo dal direttivo dell’associazione che da decenni già studia e lavora per arrivare all’apertura al pubblico dei percorsi della Lodi sotterranea. E punta alla valorizzazione di un altro pezzo di patrimonio, peraltro connesso proprio al complesso delle fortificazioni militari che compongono la Lodi Murata, quello ciò del fossato del Castello.

L’esempio a cui guardare è quello caratterizzato da altre città che hanno patrimoni simili e che, per eventi e manifestazioni culturali, ne rendono possibile la fruizione pubblica. «Il fossato è parte integrante della struttura del castello e ha particolarità e caratteristiche che lo rendono idoneo alla fruizione pubblica, come appendice del parco dell’Isola Carolina, da mettere a disposizione in alcuni momenti e in particolare per manifestazioni ed eventi diversi - sottolinea Giorgio Granati, presidente di Lodi Murata - : penso ad esempio a ricostruzioni storiche, concerti che potrebbero così godere di un’acustica sicuramente particolare, mercatini, manifestazioni diverse, anche magari competizioni di tiro con l’arco, in un’ambientazione sicuramente adatta, magari con il pubblico che guarda dall’alto». Il patrimonio di proprietà del Comune è oggi chiuso al pubblico e ancora tutto da valorizzare, considerato la presenza di vegetazione che cresce incolta e di un impianto di illuminazione fuori uso. Illuminazione che sarebbe essenziale anche per valorizzare un altro pezzo da novanta del patrimonio del capoluogo come il Torrione, simbolo peraltro della città.

«Nel 2005 ci fu una simulazione illuminotecnica, anche con la collaborazione della protezione civile e della croce rossa, a cui assistettero 600 visitatori - ricorda Granati - : l’amministrazione poi fece un investimento per l’illuminazione e per qualche anno rimase acceso il Torrione, che è molto bello esteticamente e che è anche il simbolo della città. Io personalmente illuminerei anche la Pusterla di San Vincenzo, che è un luogo emblematico per la fondazione della città». Uno studio per quantificare i primi interventi per rendere fruibile il fossato del Castello l’associazione lo ha già fatto. «Potrebbero bastare circa 100 mila euro per i primi interventi per livellare il terreno, assicurare la manutenzione del verde e ripristinare l’illuminazione, poi però andrebbe pianificata una manutenzione costante per rendere fruibile il bene con continuità - chiude Granati - : nell’ambito del completamento dei lavori di recupero delle fortificazioni si potrebbe ampliare il quadro inserendo interventi per il fossato, quale parte integrante del complesso del Castello».

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