LODI Oggi la camera ardente, domani i funerali del giornalista Roberto Arditti

A ROMA Attesi in tanti per l’ultimo saluto al professionista lodigiano, colpito martedì scorso da un infarto, mentre si trovava nella sua abitazione, nella capitale

Lodi

Sarà allestita oggi a Roma, a partire dalle 15, a Santa Rita da Cascia in Campitelli, in via Montanara 8, la camera ardente per salutare Roberto Arditti. Il giornalista di Lodi se n’è andato a soli 60 anni, per un infarto improvviso che lo ha colpito martedì sera, mentre si trovava nella sua casa romana. Le condizioni di Arditti sono apparse da subito disperate, tanto che nel giro di poche ore è stata dichiarata la morte cerebrale e disposta successivamente la donazione degli organi alla quale il giornalista aveva dato il consenso quando era in vita. L’ultimo saluto sarà domani, mercoledì 8 aprile, alle 15, presso la chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, nella capitale. Parole di cordoglio sono arrivate anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dal ministro Alessandro Giuli, oltre che dal parlamentare Lorenzo Guerini, dal sindaco di Lodi Andrea Furegato e dal governatore Attilio Fontana il quale, nei giorni scorsi, ha annunciato che avrebbe dovuto presentare con lui il suo ultimo libro, proprio il 9 aprile. Tanti amici e colleghi hanno inviato messaggi di vicinanza alla famiglia. Nato a Lodi il 28 agosto 1965, dopo essersi diplomato al liceo Gandini, Arditti si era laureato in discipline economiche sociali alla Bocconi. Dirigente della gioventù repubblicana, aveva lavorato dal 1987 al 1992, nel gabinetto del presidente del senato Giovanni Spadolini, aveva diretto il quotidiano «il Tempo». Conosciuto dal pubblico televisivo anche per i suoi interventi nei programmi d’approfondimento di La7, tra cui Omnibus e L’aria che tira, aveva diretto le news di Rtl 102.5 ed era stato tra gli autori di “Porta a porta”, il programma di Bruno Vespa. Portavoce del ministro dell’Interno Roberto Scajola durante il secondo governo Berlusconi, per il suo ruolo guida durante la manifestazione di Expo Milano 2015 (era stato prima responsabile della comunicazione, poi delle relazioni istituzionali, lavorando a fianco di Beppe Sala), aveva ricevuto, nel 2016, il Fanfullino. A ricordarlo, in queste ore, è anche Lorenzo Maggi che lo aveva invitato a Lodi in una delle serate di Lodi liberale, a luglio 2023, per presentare il suo libro “La guerra in casa. Come e perché la corsa al riarmo riguarda tutti noi”: «Nonostante avesse fatto strada a livello nazionale, Roberto ha sempre mantenuto costante il rapporto con il territorio e io - commenta Maggi - ho avuto l’onore di averlo come ospite. La sua scomparsa è stato un fulmine a ciel sereno che ci ha privato di una voce autorevole, moderata, competente, mai banale e scontata».

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