Lodi - Neonata morta: l’Asst avvia un audit interno

Ospedale Restituita la salma a famigliari

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Lodi

È arrivato ieri pomeriggio, dopo l’autopsia tenutasi lunedì a Pavia, il nullaosta della Procura della Repubblica di Lodi alla restituzione della salma della neonata morta all’ospedale Maggiore lo scorso 3 marzo.

La famiglia nelle prossime ore potrà così organizzare il saluto funebre della piccola Amelia, venuta alla luce senza vita alla 41esima settimana nel reparto di ostetricia dell’ospedale Maggiore di Lodi. In attesa dei risultati delle indagini disposte dalla Procura, l’Asst di Lodi ha già avviato un audit interno, come avviene solitamente in casi del genere. «L’audit è solo all’inizio - conferma il direttore generale dell’Asst Guido Grignaffini -, ma io ho personalmente voluto forzare la mano per avere a disposizione le prime risultanze; ci prendiamo il nostro tempo per fare chiarezza».

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La piccola Amelia, figlia di una coppia di Tavazzano, è venuta alla luce ormai priva di vita lo scorso 3 marzo, data nella quale tra l’altro la mamma era attesa in reparto per il parto indotto. Nei giorni precedenti la donna aveva riferito di non sentirsi bene, come ricostruisce adesso la sorella. Il 25 febbraio si era rivolta al pronto soccorso del Maggiore: dopo le visite e gli accertamenti, era stata mandata a casa. Poi il 27 febbraio, come dice la stessa famiglia, la futura mamma, che ha già un figlio di 3 anni, è tornata in ospedale per essere sottoposta agli accertamenti già previsti. «Ma questo passaggio non è indicato nella lettera di dimissione dall’ospedale» fa notare adesso la famiglia. E sarebbe stato quel giorno che la donna avrebbe notato «uno sguardo strano» da parte della dottoressa che la stava visitando. «A me questo passaggio del 27 febbraio non risulta - conferma Grignaffini -. Da parte mia, ho chiesto al primario Soligo una relazione sull’accaduto. Stiamo verificando in questa fase se i protocolli sono stati attuati correttamente e daremo collaborazione piena a chi conduce le indagini». Un particolare, tuttavia, lo fa emergere Grignaffini: «Più che parlare di neonata morta, noi parliamo di feto in assenza di battito, perché è questa la situazione che abbiamo rilevato» conclude il direttore generale, che coglie l’occasione per dimostrare la vicinanza di tutta l’azienda ospedaliera alla famiglia coinvolta in questo dramma-

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