Lodi, le statue danneggiate dai vandali
tornano nella chiesa di San Rocco in Borgo
RESTAURATE Don Angelo Manfredi ieri durante l’omelia della liturgia: «Sono tornate al loro posto, questa è una prova per la comunità»
Una comunità che ritrova ciò che le era stato tolto. Il danneggiamento delle statue del Sacro Cuore, di Sant’Antonio e di San Rocco, colpite lo scorso anno da atti vandalici all’interno della chiesa di San Rocco in Borgo, aveva profondamente scosso il quartiere. In quella stessa chiesa, domenica mattina, le tre statue hanno fatto il loro ritorno. La messa, celebrata da don Angelo Manfredi, le ha viste protagoniste: prima con la benedizione, poi attraverso le parole del sacerdote che ha sottolineato il significato di quel momento: «Le tre statue tornano al loro posto: una prova per la nostra comunità».
Nel cuore dell’omelia, don Angelo ha indicato la parola che accompagnerà la comunità nel cammino quaresimale: “Fare giustizia”. «Una giustizia che non ha bisogno di superpoteri - ha spiegato, richiamando il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto -. Gesù poteva trasformare quelle pietre in pane? Probabilmente sì, ma non lo fa. Non sceglie la strada facile. Non si innalza sopra gli altri». Un passaggio che ha invitato i fedeli a interrogarsi: cosa avremmo fatto noi davanti alla promessa del diavolo? «Eppure - ha proseguito - il super potere di Gesù non è nella dimostrazione di forza. Quando moltiplicherà i pani e i pesci, non lo farà trasformando pietre, ma dopo aver parlato, dopo aver donato la sua parola. La giustizia non è fare in modo che tutti abbiano il pane, ma che tutti abbiano la parola di Dio. E anche una parola da dare ai poveri. La Parola, dunque, come seme. Un piccolo seme che, se accolto nel cuore, rende gli uomini fratelli e capaci di condividere. Non serve un giustiziere per fare giustizia: serve farla fiorire ogni giorno, con fedeltà e pazienza. Le scorciatoie producono ingiustizie peggiori; la strada della giustizia è quella di un gesto di gentilezza quotidiano, di una parola buona seminata nel terreno della vita». Così, nella chiesa di San Rocco in Borgo, il ritorno delle statue è diventato segno visibile di qualcosa di più profondo: la comunità ferita non ha risposto con rabbia, ma con la ricostruzione.
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