LODI Isolabella, spunta l’ipotesi vendita. Ballardini: «Valuto la possibilità di mettere sul mercato l’area, sono aperto a ricevere
delle offerte»

Il proprietario ammette le difficoltà dopo pandemia e caro bollette

Allo Sporting Isolabella si respira aria di pessimismo. Il titolare del complesso, Marco Ballardini, valuta seriamente di vendere parzialmente o completamente l’intera area di cui è proprietario. Un’attività storica della città, visto che il suo insediamento in via Mosè Bianchi risale addirittura al 1981. Ma i tempi cambiano inesorabili e, se pure permane una volontà ferrea, questa deve per forza fare i conti con la triste realtà. Realtà che, per Ballardini, ha iniziato a scivolare lungo un piano inclinato discendente nel febbraio del 2020, data fatidica poiché segna lo scoppio della pandemia da Covid-19.

«Da quel periodo non ci siamo più ripresi» confessa amaramente Ballardini, la cui attività, comprendente campi da calcetto e tennis, aree a parco e multifunzionali, più una palestra ed un complesso piscina tutt’ora dati in gestione, ha subito i contraccolpi delle restrizioni pandemiche. «I campi da calcio e da tennis non sono praticamente stati più utilizzati da allora, mentre la piscina e la palestra, gestite da terzi, si sono via via lentamente ripresi» illustra Ballardini. Quindi niente più racchette e palline gialle, scarpini e rotolanti sfere ad ottagoni allo Sporting Isolabella, uno dei pochissimi punti rimasti in città dove poter praticare attività fisica indoor e outdoor. Dopo la pandemia, a mettere in ginocchio l’impianto di via Mosè Bianchi ci hanno pensato restrizioni economiche, bollette salate ed eventi meteorologici avversi. «Prima è arrivata la grandinata dell’estate scorsa, che ha rovinato le tensostrutture che permettevano di giocare al coperto - spiega Bianchi -. Poi le bollette luce e gas dalle cifre astronomiche, diretta conseguenza del conflitto russo-ucraino. Ed allora riaprire i campi da calcio e tennis, anche volendo, è stato impossibile. Basti pensare che, con un impianto a pieno regime, nel mese di novembre e dicembre avrei dovuto pagare più di 21mila euro solamente di riscaldamento». Ballardini oggi medita seriamente di vendere lo Sporting Isolabella: «Interventi migliorativi, nel prossimo futuro, non ne ho intenzione di fare, anche perché la situazione economica non è vantaggiosa sotto questo punto di vista. I campi da calcetto e tennis rimarranno chiusi. Valuto piuttosto di mettere in vendita l’area. Essendo questa una zona a forte vocazione edile sanitaria, data anche la vicinanza con l’Ospedale Maggiore, penso possa costituire una realtà appetibile. Sono aperto a ricevere offerte».

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