Lever rinuncia ai licenziamenti ma ridurrà il suo Centro ricerche di Casalpusterlengo

LA TRATTATIVA Ricollocazioni e prepensionamenti al posto dei 49 esuberi

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Obiettivo “zero” licenziamenti. Dopo l’annuncio shock del 4 marzo scorso quando la multinazionale Unilever aveva formalmente comunicato l’apertura di una procedura di mobilità per 49 lavoratori del Centro di sviluppo e ricerca di Casalpusterlengo. Dopo lo sciopero davanti ai cancelli e un primo tavolo di confronto tra la proprietà anglo-olandese e i sindacati, il secondo incontro che si è tenuto mercoledì mattina in Assolombarda a Lodi, ha visto la conferma da parte dell’azienda dell’impegno a ricollocare i lavoratori sia internamente sia esternamente e ad accompagnare al prepensionamento chi ne ha i requisiti.

La trattativa va avanti e finché i lavoratori non vedranno messe nero su bianco le garanzie per il loro futuro, la cautela resta massima, come trapela dalle parole dei segretari territoriali Stefano Priori della Cisl e Morwenna Di Benedetto della Cgil: «Nel corso del secondo incontro con l’azienda in Assolombarda, durato tutta la mattinata, si è condiviso un percorso che deve avere l’obiettivo di zero licenziamenti, e confermata l’importanza del Centro ricerche come presenza importante a Casale, collegata alla presenza della produzione, che per noi deve crescere e proseguire negli investimenti e assunzioni. Si stanno definendo e andranno confermate nei prossimi incontri, possibili soluzioni come l’utilizzo di prepensionamenti/isopensione nel Centro ricerca e anche in produzione, che potrebbe coinvolgere decine di lavoratori e il ricollocamento interno ed esterno, anche in questo caso con un numero importante di lavoratori potenzialmente coinvolti. Siamo moderatamente soddisfatti dell’incontro, consapevoli che molto lavoro va ancora fatto sia a tutela dei lavoratori che per il futuro del sito di Casalpusterlengo».

Per tenere la linea, i sindacati hanno confermato il blocco degli straordinari e delle commesse che Unilever aveva chiesto di sbloccare: “prima le garanzie che nessuno dei 49 lavoratori verrà lasciato a casa e poi se ne potrà parlare”, è il ragionamento. Intanto l’azienda mercoledì ha dichiarato che il Centro ricerca di Casalpusterlengo, di cui si temeva la chiusura, sarà mantenuto. Con un ruolo più locale (ovvero europeo) e non globale, ma resta. Nella giornata di ieri le rsu hanno spiegato anche questo ai compagni lavoratori nelle tre assemblee dalle 13 alle 14, dalle 14 alle 16 e l’ultima dalle 22 alle 23, una per ogni turno, convocate per dire la loro sugli esiti dell’incontro in Assolombarda.

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