Lavoratori Ups, la protesta arriva sotto la prefettura di Lodi

LA VERTENZA Mobilitati gli addetti della logistica del farmaco di Casale, nella stecca produttiva della ex Seliport, esclusi dal cambio di appalto

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La protesta per i licenziamenti previsti nel cambio d’appalto in Ups Healthcare arriva sotto le finestre della Prefettura. Il tentativo di raffreddamento della difficile vertenza sindacale che interessa la logistica del farmaco di Casale, nella stecca produttiva della ex Seliport, ha avuto però un buon esito, anche se provvisorio: il sindacato Si Cobas interrompe tutte le iniziative di protesta almeno fino a giovedì 8 ottobre, con la società committente Ups e la società Randstad Services che avranno incontri separati per cercare una soluzione per i 50 lavoratori esclusi dal cambio appalto.Da una decina di giorni Si Cobas protestava con forza perché nel cambio appalto di lavoro, una cinquantina di lavoratori erano rimasti esclusi e indirizzati al licenziamento. Per giunta Ups già dalla settimana scorsa ha disattivato il loro cartellino, vietando loro l’ingresso nel posto di lavoro. Il cambio d’appalto non è stato firmato nemmeno dai sindacati confederali, ma a far traboccare il vaso è stata la goccia del divieto di ingresso nel posto di lavoro: dopo scioperi e proteste, e con una trattativa tentata senza fortuna, lunedì i lavoratori sono riusciti a entrare nel capannone, con una serie di tensioni in crescendo tra l’azienda che voleva allontanarli e poi li ha chiusi dentro, secondo il sindacato, e i danneggiamenti effettuati dai lavoratori stessi, secondo l’azienda. Lo sciopero di martedì davanti i cancelli del sito produttivo è stato accompagnato da un ingente schieramento di polizia, con un contingente di rinforzo da Genova.

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