Iniziati i lavori sul ponte, dureranno almeno tre settimane
Lodi L’intervento atteso da tempo per rimediare a fessure e avvallamenti
A “blindare” l’accesso della zona di lavoro ci sono transenne metalliche e reti arancione di cantiere.
Oltre le barriere, si muovono gli addetti dell’impresa specializzata incaricata dal Comune per mettere fine a disagi e pericoli per chi imbocca, a piedi o in bicicletta, le passerelle ciclopedonali dello storico Ponte Bonaparte sul fiume Adda.
Al via ieri l’intervento di messa in sicurezza dei percorsi pedonali e ciclabili lungo lo storico viadotto sospeso sul fiume. Un’operazione attesissima - per segnalazioni arrivate a più riprese per il rischio inciampi e le cadute registrate dai passanti e anche per le attenzioni della politica - che punta a risolvere le problematiche generate dalle condizioni dei percorsi, in più punti segnati da estese “ferite” che si sono via via aperte, e sempre più, sulla pavimentazione.
Fessure che, in alcuni casi, hanno portato al sollevamento anche delle parti metalliche sottostanti allo strato della pavimentazione superficiale.
Il cantiere, affidato all’impresa Tonani snc di Turano Lodigiano, è partito nella giornata di ieri, da uno dei due percorsi e l’obiettivo è lasciare sempre a disposizione dei passaggi quello opposto al tratto oggetto degli interventi e non fermare così del tutto il transito pedonale e ciclabile.
E proprio sulla tempistica di partenza dei lavori, l’amministrazione comunale in una nota, domenica, aveva chiarito come erano stati rispettati i tempi di programmazione indicati all’inizio del mese di ottobre, dopo l’approvazione da parte della giunta del documento attuativo dei lavori e l’assegnazione dell’incarico.
I lavori dovrebbero durare circa due settimane, stimando, come spiega palazzo Broletto, un tetto di 15 giornate lavorative come durata massima, ma le operazioni potrebbero terminare anche prima. Previsti, in concomitanza, anche gli interventi di Sal per le operazioni relative alla riduzione delle perdite lungo la rete idrica e per l’attivazione di specifici sistemi di monitoraggio. L’amministrazione ha chiarito che non si tratta di un’azione isolata perché nelle volontà c’è quella di procedere «a un’opera di ridefinizione più articolata della zona, compresa la struttura napoleonica, parte del patrimonio storico e artistico della città e strumento viabilistico importante ed essenziale».
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