Impianto fotovoltaico nel laghetto del Belgiardino, la Soprintendenza avvia verifiche
MONTANASO Dopo le segnalazioni presentate dal movimento Ama il Tuo Paese
La contrarietà l’aveva espressa subito. E aveva anche iniziato una battaglia burocratica, fatta di segnalazioni e richieste di intervento. La novità è delle scorse ore, in arrivo dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi, che ha formalmente preso atto delle segnalazioni del gruppo consiliare e annunciato l’avvio delle «conseguenti attività di approfondimento».
Non è ancora un capitolo chiuso il via libera al maxi impianto fotovoltaico flottante sul lago di Cava del Belgiardino. E non si ferma la battaglia di Domenico Ossino, consigliere comunale del gruppo Ama il Tuo Paese, a Montanaso Lombardo. Al centro delle perplessità, e per più ragioni, c’è l’iniziativa avanzata dalla società Sonnedix San Felice srl per la realizzazione, sullo specchio della cava, di un impianto da 18mila moduli fotovoltaici posizionati su piattaforme galleggianti, con una potenza di picco di 9,98 Megawatt, in due lotti da 4,990 Kwp ciascuno. «Con una nota ufficiale del 6 maggio 2026, la Soprintendenza, parte del ministero della Cultura, ha recepito integralmente i dossier che ho inviato - interviene Ossino - : ha inoltre ribadito la delicatezza dell’area, soggetta a tutela paesaggistica per la presenza del Parco Adda Sud e inserita nella fascia di rispetto dei 500 metri da aree di notevole interesse pubblico. L’Ufficio del ministero della Cultura intende ora verificare come la Provincia abbia potuto emettere l’Autorizzazione Unica (n. 304/2026) nonostante il fermo parere negativo espresso dallo Stato nell’ottobre 2025 e senza più coinvolgere i tecnici ministeriali nella fase finale del procedimento». La Provincia di Lodi aveva inizialmente espresso un preavviso di diniego. La svolta nell’iter era arrivata con l’evolversi della situazione normativa, in particolare con il decreto legislativo 175 che ha introdotto alcune semplificazioni e novità, tra cui quella che rende non più vincolante il parere della Soprintendenza. Ossino rimarca anche il silenzio dell’ente provinciale «in merito all’esposto e istanza di riesame in autotutela presentata il 16 marzo 2026.
Tra i punti critici contestati da Ossino, «la violazione della destinazione urbanistica “Verde, gioco e sport” certificata dal Comune di Montanaso, il mancato rispetto del Piano cave provinciale per quanto riguarda il recupero ambientale, l’assenza di un reale confronto tecnico», oltre alle non adeguate compensazioni per un’area che rimarrà occupata per 30 anni.
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