Il Comune di Lodi si costituisce al Tar contro gli ortisti di via Piermarini

SGOMBERO Il Broletto intanto stanzia 9500 euro per l’incarico all’avvocato

Sarà braccio di ferro al Tar tra il Comune di Lodi e gli ortisti di via Piermarini. È arrivata ieri, con il sigillo della formalità dell’atto di costituzione in giudizio nel ricorso al Tar, la via scelta dal Broletto sull’intricata vicenda degli orti nati senza autorizzazioni lungo la via e a ridosso della ferrovia. Dopo l’istanza legale per la richiesta di annullamento e revoca della contestata ordinanza numero 312 del 25 giugno 2025, il passo oltre degli ortisti - due formalmente sono i ricorrenti - era stato il ricorso al Tar con istanza cautelare, su cui il Tribunale amministrativo della Lombardia dovrà esprimersi a stretto giro.

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Nella giornata di ieri, invece, il Comune di Lodi ha formalizzato la scelta di costituirsi in giudizio davanti al Tar della Lombardia sull’ordinanza che, di fatto, prescrive lo sgombero e il ripristino dello stato dei luoghi di via Piermarini. Con l’atto si stima anche una spesa presunta, relativa all’incarico legale di circa 9500 euro, inclusi oneri di legge, da rielaborare poi nel dettaglio con l’affidamento dell’incarico stesso a un avvocato. «La scelta di intervenire in giudizio è finalizzata a tutelare l’operato dell’ente - ha chiarito ieri il Comune di Lodi in una nota - e a difenderne la legittimità degli atti, garantendo il pieno rispetto delle norme vigenti e la salvaguardia dell’interesse pubblico». In un contesto come quello del ricorso al Tar che è uno strumento ordinario di tutela previsto dalla legge, che consente ai cittadini di impugnare atti della pubblica amministrazione. «L’amministrazione - ha chiarito ancora il Comune - affronterà questo procedimento con la massima trasparenza, confidando nella correttezza dei provvedimenti adottati e nel giudizio dell’autorità competente, auspicando che la sentenza contribuisca a chiarire la vicenda e ad arricchire il dibattito pubblico, mantenendolo libero da strumentalizzazioni e polemiche». L’ulteriore chiarimento è riferito al fatto che «ogni azione intrapresa è improntata al rispetto della legalità, alla tutela del bene comune e alla salvaguardia del decoro urbano e della sicurezza della comunità lodigiana».

Intanto l’iter non si ferma, come ha chiarito ancora palazzo Broletto, perché l’atto è efficace comunque fino all’udienza nella quale il giudice valuterà la richiesta di sospensiva in attesa del giudizio di merito.

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