I negozianti dell’Oltreadda: «Ponte chiuso, da quattro mesi senza i ristori»

LODI «L’affitto lo dobbiamo pagare, come le altre spese, ma con il 50-70% in meno nel cassetto»

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Più che il sollievo, c’è la speranza nell’Oltreadda. Che gli annunci per la riapertura del ponte a settembre siano rispettati, che non si arrivi prima a ottobre e poi a Natale, che i ristori arrivino invece molto prima. Il prima possibile. Perché, è un po’ la sintesi delle voci di molti, «il ponte è chiuso da quattro mesi, l’affitto lo dobbiamo pagare comunque, come le altre spese, ma con il 50-70 per cento ( a seconda delle voci ndr) in meno nel cassetto». Gli aggiornamenti sullo stato dei cantieri Aipo per la nuova campata al ponte Bonaparte, con annesse notizie sui ristori alle attività, vengono accolte così tra le vetrine oltre le acque del fiume Adda. I commenti escono a mezza voce, complici le difficoltà vissute e i conti che non tornano, da mesi. «L’annuncio sulla riapertura ci rassicura e i ristori sono positivi - dice Luciano Pagani, titolare del distributore di carburante di via Cavallotti - : la situazione è rimasta stabile, con una riduzione del 50 per cento per noi rispetto al periodo a ponte aperto. Nei momenti di punta, tra le 7.30 e le 9, e poco dopo le 12, quando le persone vanno in ufficio ed escono per pranzo, qui era un via vai continuo. Ora si ferma chi deve andare magari verso Crema o i clienti del quartiere. Il grosso del passaggio non c’è più». A parlare di speranza, rispetto alla riapertura annunciata a settembre, è anche Giuseppe Brindisi. «Confidiamo in queste promesse, perché al momento abbiamo solo quelle, insieme alla domande che abbiamo presentato per ottenere i ristori - sottolinea Brindisi - : da marzo lavoriamo in queste condizioni, e soffriamo, siamo a luglio e non si è visto ancora nulla. Forse arriverà qualcosa a fine luglio? Ci sembra comunque tardiva la cosa». A manifestare disagio anche Mohamed Faidi del negozio di abbigliamento e profumi Bazar Miral. «Con i 750 euro al mese di ristoro non pago neanche l’affitto - spiega -: tengo aperto 12 ore al giorno, dalle 9 alle 21, e ieri non è entrato un cliente. Ho scelto questa zona perché comunque era di passaggio, ora non c’è più nessuno. Lo dico sinceramente, i soldi per pagare l’affitto non ce li ho. La famiglia è grande, ho tre figli, di cui uno di cinque mesi, e mia moglie non lavora».

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